Blitz quotidiano
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Failla-Piano, italiani uccisi in Libia. Indagato dirigente per cooperazione colposa

TRIPOLI – Dennis Morson, responsabile della logistica in Libia per conto della società Bonatti, è indagato dalla procura di Roma in merito al sequestro, avvenuto in Libia, durante il quale furono uccisi Salvatore Failla e Fausto Piano. Il manager è indagato per “cooperazione colposa” nell’omicidio e violazione della norma che tutela le condizioni di lavoro. Dalle prime ore di questa mattina, mercoledì 19 ottobre, sono in corso perquisizioni negli uffici della ditta a Parma. I carabinieri stanno cercando documenti che possano aiutare a ricostruire la situazione e individuare eventuali responsabilità.

Nel sequestro avvenuto il 19 luglio 2015, furono coinvolti quattro italiani nel deserto libico, appena entrati dal confine con la Tunisia. Insieme a Failla e Piano c’erano Gino Pollicardo e Filippo Calcagno. Questi ultimi si salvarono, riuscendo a liberarsi da soli. I primi due no. Morirono in uno scontro a fuoco lo scorso marzo, nei dintorni di Sabrata, mentre erano ancora nelle mani dei rapitori. Si disse che era stato un assalto delle milizie anti Isis che avevano attaccato indistintamente. Ora pare emergere una nuova ipotesi di indagine che farebbe risalire le responsabilità in capo a un dirigente dell’azienda.

Nel mirino degli investigatori, in particolare, ci sarebbero i protocolli di sicurezza adottati per il trasferimento dei dipendenti, nelle zone notoriamente più rischiose. I quattro italiani, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, avrebbero dovuto viaggiare via mare fino al cantiere di Mellitah e poi raggiungere in aereo un’altra località. Scrive il Corriere:

“Mentre erano già in viaggio per la Tunisia, Morson li avvisò che all’aeroporto di Gerba avrebbero trovato una macchina con autista libico, il quale li avrebbe condotti a destinazione via terra. Questa variazione di programma, con l’ingaggio dell’autista che dopo il sequestro è stato arrestato e dovrebbe essere attualmente detenuto in Libia, ha – secondo la Procura – posto le condizioni per il rapimento, da cui è successivamente derivato il duplice omicidio di Failla e Piano”.

Nei confronti del manager, la procura ipotizza che abbia cooperato per colpa al decesso dei due tecnici italiani omettendo di adottare le misure necessarie per tutelare la loro incolumità fisica durante il trasferimento in Libia. Le perquisizioni in corso mirano ad acquisire documentazione per ricostruire le responsabilità individuali all’interno della società e se siano state adottate idonee misure di sicurezza a tutela dei lavoratori.