Blitz quotidiano
powered by aruba

Fallito colpo di stato militare in Turchia: 90 morti, 1563 arresti

Fallito colpo di Stato militare in Turchia nella sera di venerdì 15 luglio 2016, con morti, feriti e alla fine arresti in massa. A farlo fallire sono state

1. la reazione della gente scesa in piazza a sostenere il presidente Recep Erdogan, islamico eletto col 52 per cento dei voti;

2. il fermo rifiuto dei partiti di opposizione di appoggiare il golpe;

3. la posizione della polizia, che ha subito reagito, sparando ai militari e arrestandone a schiere;

4. la mancata adesione di una larga parte dell’esercito;

5. la neutralità della Marina, almeno in apparenza. Non è ben chiara la posizione della Marina, se si deve credere alla foto pubblicata dal giornale turco Hurriyet, in cui vede il comandante della flotta turca nel Mediterraneo, ammiraglio Nejat Atilla Demirhan, in mezzo a due poliziotti in borghese che lo hanno appena arrestato nella città portuale di Mersin, nella Anatolia meridionale.

Il presidente Erdogan se l’è vista brutta, stava per scappare all’estero, si è ridotto a lanciare un appello alla resistenza parlando dal suo telefonino con la app Face time.

Quando la situazione è apparsa di nuovo sotto controllo, Erdogan si è manifestato in tv, parlando da una sala dell’aeroporto di Istanbul:

“Una minoranza delle forze armate, sfortunatamente non è stata capace di digerire l’unità della Turchia”,

ha detto Erdogan parlando alla rete tv Ntv. Ha aggiunto:

” Quello che è stato perpetrato è una ribellione, è tradimento. pagheranno un prezzo pesante per il loro tradimento della Turchia”. “L’esercito va ripulito”.

Erdigan ha anche accusato i golpisti di aver cercato di assassinarlo, bombardando Marmaris, che a quanto pare Erdogan aveva lasciato poco prima:

“Sembra che pensassero che fossi ancora là”.

La notte è stata drammatica e piena di confusione. Gli insorti hanno bombardato dagli elicotteri il palazzo presidenziale a Ankara e anche la località turistica di Marmaris, sulla costa del Mar Egeo.

Erdogan ha accusato il suo arci rivale, Fethullah Gülen, di avere tramato e ispirato il golpe, dall’esilio in America, ma Gulen ha negato: la democrazia non si tocca, ha detto.

Secondo l’agenzia di stampa Anadolu, però, tutti i militari arrestati facevano parte di una organizzazione terroristica di suoi seguaci.

Il bilancio provvisorio degli scontri fra militari e dimostranti, fra polizia e militari, è di 90 morti e 1.154 feriti.

Subito è scattata la repressione. Secondo il ministro della Giustizia  turco Bekir Bozdağ sono 754 i militari arrestati; secondo un anonimo alto ufficiale turco citato dalla agenzia Ansa, sono ben di più: 1.563, in prevalenza ufficiali di grado inferiore, ma fra loro ci sono anche 3 generali e 29 colonnelli.

Ci sono video che mostrano i soldati con le mani alzate che escono dai carri armati e si consegnano alla polizia.

Partita anche la purga negli alti strati dell’esercito: 29 colonnelli e 5 generali sono stati sollevati dall’incarico.

Per non lasciare vuoti di potere, un nuovo capo di stato maggiore ad interim dell’esercito è stato nominato nella notte nella persona del primo comandante militare Umit Dundar per coprire il vuoto lasciato da Hulusi Akar, preso in ostaggio dai militari golpisti. Akar è stato liberato poche ore dopo e ha ripreso le sue funzioni.

Akar era stato preso ostaggio nei quartieri generali militari di Ankara e portato in elicottero in una base aerea vicino alla capitale, la Akincilar Air Base.


PER SAPERNE DI PIU'