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Fidanzato la rapisce e abusa di lei per 2 mesi: salvata dalla titolare del distributore

Fidanzato la rapisce e abusa di lei per 2 mesi: salvata dalla titolare del distributore

Fidanzato la rapisce e abusa di lei per 2 mesi: salvata dalla titolare del distributore

BRISBANE – Il fidanzato l’ha tenuta prigioniera per due mesi e poi l’ha violentata ripetutamente, picchiandola e lasciandole lividi e contusioni sul corpo e sul viso. Una giovane di 22 anni originaria di Liverpool si trovava in Australia per un viaggio, quando è stata rapita e solo facendo benzina nel distributore di Caltex a Mitchell è riuscita a salvarsi. La ragazza infatti ha detto di non poter pagare alla proprietaria del distributore, Beverly Page, che ha pensato ad uno scherzo ma poi è fuggita. La polizia li ha inseguiti e ha scoperto così la sua storia, riuscendo ad arrestare il suo aguzzino. ta di credito”.

Beverley Page, che gestisce il distributore Caltex a Mitchell, nel Brisbane, afferma che la ragazza indossava un grazioso abito estivo ma aveva gli occhi pesti, ferite al collo e sembrava una “zombie”. La ragazza, 22 anni di Liverpool, è poi scappata senza pagare ma la polizia, in seguito ha fermato il SUV bianco che stava guidando e trovato il rapitore, 22 anni, nascosto nel retro. La Page ha detto al Daily Mail:

“Pensavo che piangesse per l’imbarazzo visto che non poteva pagare ma sono rimasta colpita dagli occhi pesti e i segni al collo. Stava male, era agitatissima, sembrava uno zombie, rispondeva ad alcune semplici domande e poi taceva. Alla fine se n’è andata e pensavo prendesse i soldi lasciati in auto ma si è seduta a volante e guidato verso la strada principale”.

La giovane, afferma la polizia, è stata “violentata quattro volte, pestata e sequestrata” e poi dimessa dall’ospedale dove l’aveva raggiunta la famiglia. Nel corso del terrificante viaggio nel Queensland, la ragazza, parrucchiera a Merseyside, è stata regolarmente soffocata, picchiata, umiliata e ora sarà interrogata dalla polizia per maggiori dettagli.

La giovane aveva incontrato il suo sequestratore a Crain, a una festa da ballo all’aperto e era iniziata la relazione ma nel giro di pochi giorni lui era diventato “ossessivo e appiccicoso”, al punto che dopo una settimana su Facebook aveva cambiato il suo status in “sposato”. Pensava che fosse “un po’ folle ma divertente”, commenta un amico, ma si è scoperto che era “troppo folle, uno psicopatico”.
Il 22enne, di cui non viene fatto il nome, è stato accusato di rapimento, di aver tenuto in ostaggio la ragazza e violentata quattro volte nel corso di un sequestro durato due mesi.

A salvare la giovane è stata la richiesta d’aiuto al distributore, i filmati delle telecamere a circuito chiuso mostrano mentre piangendo chiede di chiamare la polizia per essere salvata e aggiunge di voler fare il pieno ma non poter pagare la benzina. In Australia, non è la prima aggressione nei confronti delle escursioniste. La scorsa settimana ad Adelaide sono stati processati due uomini per aver aggredito 2 ragazze; la polizia del Queensland ha rivelato che una 24enne lo scorso anno è stata brutalmente violentata a Petrie, Brisbane ma il caso peggiore degli ultimi anni è quello della studentessa francese Sophie Collombet che, nel 2014, dopo essere stata stuprata fu lasciata morire su una panchina nel Brisbane.

La miniserie tv “Catching Milat”, andata in onda su Discovery Italia Giallo, racconta la storia vera del serial killer australiano Ivan Milat, che nei primi anni Novanta terrorizzò il Nuovo Galles del Sud australiano con i cosiddetti “Backpacker Murders” (i delitti dello zaino). Uccise sette ragazzi (cinque di questi viaggiatori solitari) in un clima di terrore generale. Milat, catturato e condannato a sette ergastoli sta scontando la pena nel carcere di massima sicurezza di Goulburn.

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