TAG: arabia saudita, corruzione, frustate, vedova
Aveva chiesto a due giovanotti di aiutarla a portare fino a casa cinque pagnotte: a 75 anni, piena d’acciacchi, col caldo, era faticoso.
Peccato che i due, entrambi di 24 anni, non fossero suoi parenti stretti, quanto meno del grado prescritto dalle vigenti norme religiose. Uno era nipote del suo ultimo marito, quindi non consanguineo; l’altro, peggio ancora, era un amico di lui. Per questo la donna è stata condannata a 40 frustate e quattro mesi di reclusione. Succede in Arabia Saudita, ad al-Chamil, città a nord della capitale saudita Riyadh.
Il ‘misfatto’ risale all’aprile dell’anno scorso. La condanna è del 3 marzo di quest’anno. La scostumata, una donna di 75 anni, vedova, di origine siriana, si chiama Khamisa Sawadi. È stata denunciata da una “vox populi”, ma soprattutto dal padre del ragazzo, che l’ha accusata di corruzione. Non ha potuto far nulla per evitare la punizione.
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