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Gerusalemme, “sigillata” zona araba dopo Intifada coltelli

Gerusalemme, "sigillati" quartieri arabi dopo giorno collera

Gerusalemme, “sigillati” quartieri arabi dopo giorno collera

ROMA – Il premier Benjamin Netanyahu ordina il pugno duro dopo l’escalation di violenze. In seguito ai continui attacchi contro israeliani da parte di arabi la polizia israeliana sarà autorizzata a Gerusalemme a “imporre la chiusura delle zone di scontri e incitamento alla violenza”. Lo ha annunciato l’ufficio di Netanyahu. “Ai terroristi saranno revocati i diritti di residenza permanente” e “le proprietà dei terroristi che compiono attacchi verranno confiscate”, ha aggiunto.

In questa fase si tratta di soldati della polizia militare, che agiranno fianco a fianco con gli agenti della polizia e della guardia di frontiera.    La scorsa notte è stato inoltre deciso dal Consiglio di difesa del governo israeliano di chiudere di volta in volta interi rioni palestinesi di Gerusalemme est, “secondo le necessità”‘. La ministra della giustizia Ayelet Shaqed ha aggiunto che le case di attentatori saranno demolite e i loro beni saranno sequestrati.

Inoltre è stato approvato l’immediato reclutamento di 300 guardie civili addette alla protezione nei trasporti pubblici. Il Consiglio di difesa sarà convocato oggi per mettere a punto misure punitive nei confronti del Movimento islamico in Israele, ritenuto uno dei fomentatori dei recenti attacchi.

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Unità militari saranno in rinforzo alla polizia in alcune zone e centinaia di guardie di sicurezza saranno messe in campo per proteggere il trasporto pubblico, ha spiegato inoltre l’ufficio del premier israeliano, che aveva annunciato “ulteriori misure aggressive” contro gli attacchi. L’esercito israeliano ha ricevuto l’ordine di inviare sei compagnie di soldati nelle maggiori città di Israele per accrescere il senso di sicurezza nel Paese. Lo riferisce la radio militare.

Nel contesto di misure di emergenza messe a punto per arginare le violenze palestinesi, il governo israeliano ha deciso di non consegnare i cadaveri degli attentatori alle rispettive famiglie.

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