Cronaca Mondo

Giordania, abolito il matrimonio riparatore in caso di violenza

La Giordania abolisce il matrimonio riparatore in caso di stupro

La Giordania abolisce il matrimonio riparatore in caso di stupro (Nella foto, la principessa Basma)

AMMAN – La Giordania abolisce il matrimonio riparatore in caso di violenza sessuale. Il Regno Hashemita ha abolito il tanto discusso articolo 308 del codice penale che permetteva agli stupratori di evitare una condanna sposando la propria vittima, e restando sposato con lei per almeno tre anni.

L’articolo in questione, noto anche come “legge dello stupro”, è stato abolito dopo anni di richieste da parte di attiviste e attivisti, sia musulmani che cristiani, spiega la Bbc. Fra i promotori dell’iniziativa c’è anche l’influente principessa Basma, sorella dell’ex re Hussein e zia dell’attuale re Abdullah.

Secondo i favorevoli al contestato articolo quella legge serviva per “salvaguardare l’onore e la reputazione delle vittime” di stupro. L’articolo 308 era stato modificato già un anno fa, quando si era stabilito che il matrimonio sarebbe potuto avvenire solo nel caso in cui la vittima avesse avuto tra i 15 e i 18 anni e prevedeva anche dinamiche molto precise perché si potesse parlare di stupro. Ma come è ormai noto anche nel mondo occidentale, non sempre è facile per la vittima dimostrare che il rapporto non è stato consensuale.

Un caso di applicazione dell’articolo 308 si è avuto in Giordania proprio alcuni anni fa. Una giovane di vent’anni venne violentata dal suo datore di lavoro di 55 anni. Lei aveva mal di testa, lui le offrì delle pastiglie e lei si ritrovò in un letto nuda dopo aver perso conoscenza. Capì di essere stata violentata e rimase anche incinta. Denunciò il suo stupratore, ma la sua famiglia la obbligò a sposarlo. Pochi anni dopo lui chiese il divorzio.

Una proposta di legge simile era stata avanzata di recente anche in Turchia, ma era stata accantonata in seguito alle proteste internazionali che erano seguite.

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