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Giulio Regeni, c’erano 5 poliziotti in metro con lui: nuova ipotesi

ROMA – C’erano 5 poliziotti sulla metropolitana insieme a Giulio Regeni. Lo dice il Tg La7, in un servizio mandato in onda mercoledì sera. Cinque poliziotti, in borghese, che lo hanno seguito nei suoi ultimi spostamenti da uomo libero, al Cairo, la sera del 25 gennaio scorso. L’ipotesi, se confermata, sgombrerebbe il campo da qualsiasi azione da parte di criminali comuni, come sostenuto dall’Egitto.

Gli stessi poliziotti, secondo La7, lo affiancavano anche quando il ricercatore è sceso dalla stessa metropolitana. L’ipotesi è suffragata dall’analisi del traffico delle celle, dal quale è emerso anche che uno di quei poliziotti era anche sulla strada dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Giulio.

La sparizione forzata di Giulio Regeni ha attratto l’attenzione dei mezzi d’informazione di ogni parte del mondo. Le autorità egiziane si ostinano a negare qualsiasi coinvolgimento nella sua sparizione e uccisione, ma Amnesty International rivela le similitudini tra i segni di tortura sul suo corpo e quelli sugli egiziani morti in custodia dello stato. “Ciò lascia supporre che la sua morte sia stata solo la punta dell’iceberg e che possa far parte di una più ampia serie di sparizioni forzate ad opera dell’Nsa e di altri servizi d’intelligence in tutto il Paese”. Lo afferma la stessa Amnesty International in un nuovo rapporto in cui denuncia centinaia di persone scomparse e torturate dai primi mesi del 2015 in un’ondata di repressione brutale in Egitto.

Amnesty punta il dito contro l’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) che si rende responsabile di rapimenti, torture e sparizioni forzate nel tentativo di incutere paura agli oppositori e spazzare via il dissenso pacifico. Il rapporto, intitolato “Egitto: ‘Tu ufficialmente non esisti’. Sparizioni forzate e torture in nome del contrasto al terrorismo”, rivela una vera e propria tendenza che vede centinaia di studenti, attivisti politici e manifestanti, compresi 14enni, sparire nelle mani dello Stato senza lasciare traccia. Secondo le ong locali, la media delle sparizioni forzate è di 3-4 al giorno. Di solito, agenti dell’Nsa pesantemente armati fanno irruzione nelle abitazioni private, portano via le persone e le trattengono anche per mesi, spesso ammanettate e bendate per l’intero periodo. “Questo rapporto rivela le scioccanti e spietate tattiche cui le autorità egiziane ricorrono nel tentativo di terrorizzare e ridurre al silenzio manifestanti e dissidenti”, ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

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