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Giulio Regeni, Egitto: “Ricerca assassino ancora in corso”

IL CAIRO – Giulio Regeni, il ministero dell’Interno egiziano corregge il tiro: “La ricerca dell‘assassino del ricercatore italiano è ancora in corso e le autorità italiane saranno aggiornate sugli sviluppi”. A dirlo, cercando di placare le tensioni divampate dopo la notizia che Regeni sarebbe stato ucciso da cinque semplici criminali a loro volta morti, arriva dal portavoce del ministero degli Interni del Cairo, il generale Abu Bakr Abdel Karim. 

Nelle stesse ore il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, ha fatto sapere che in occasione dell’incontro di martedì 5 aprile prossimo tra la polizia di Roma e quella del Cairo sul caso Regeni, le autorità egiziane consegneranno tutta la documentazione richiesta dagli inquirenti italiani e quella ulteriormente raccolta. A confermarlo allo stesso Pignatone è stato il procuratore generale della Repubblica Araba di Egitto, Nabil Sadeq.

IL PORTAVOCE DEL MINISTERO – “Non abbiamo modificato le nostre posizioni. La ricerca per l’assassino di Giulio Regeni è ancora in corso e le autorità italiane saranno aggiornate sugli sviluppi”, ha detto Karim, sconfessando, di fatto, la versione degli investigatori che nei giorni scorsi avevano attribuito la morte del ricercatore italiano a una banda di criminali specializzati nel rapimento di stranieri.

Il portavoce del ministro ha voluto precisare che “non c’è stato alcun cambiamento dopo le pressioni del governo italiano”, ma nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi, riferendosi proprio alla nuova versione fornita dagli egiziani, aveva detto: “L’Italia non si accontenterà di nessuna verità di comodo”.

Il portavoce del ministro ha confermato che le ricerche degli assassini di Regeni sono tuttora in corso:

“Da quando sono arrivati gli investigatori italiani – ha spiegato – c’è una costante collaborazione con loro e li informiamo di tutti gli sviluppi sul caso”.

E il 5 aprile gli investigatori arriveranno a Roma, dove dovrebbero fornire risposte al procuratore Pignatone.

Domenica 27 marzo era stato il ministro degli esteri egiziano Sameh Shoukry, in una intervista al quotidiano Al-Youm, a dire che

“l’identificazione e l’incriminazione dei responsabili servirà a dissipare le nuvole, proverà che la giustizia egiziana funziona. Certo, ci sono molti interrogativi sulle circostanze della scomparsa di Giulio Regeni il cui corpo è stato scoperto proprio il giorno in cui il ministro italiano per lo sviluppo economico era al Cairo con una delegazione”,

ricordando come questo portò all’interruzione della missione.

 

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