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Giulio Regeni, Egitto: “Sviluppi, ma Italia freni pressioni”

IL CAIRO – “Il portavoce del ministero degli Esteri egiziani, Ahmed Abou Zeid, ha affermato che c’è stato un importante sviluppo negli ultimi due giorni” sul dossier di Giulio Regeni: lo scrive il sito del quotidiano egiziano Al Watan senza fornire dettagli su questo “sviluppo” investigativo ma precisando che il portavoce ha parlato sabato a una tv.

Parlando dell’imprecisato “importante sviluppo nell’omicidio dello studente italiano Giulio Regeni”, il portavoce del ministero degli Esteri egiziano Ahmed Abou Zeid “ha chiesto alla parte italiana di allentare le pressioni politiche sul caso”: lo riferisce il sito “Al Watan”.

Il portavoce ha indicato “che i contatti con la parte italiana continuano per svelare le circostanze della sua morte”, ha scritto ancora il giornale sintetizzando fuori di virgolette un intervento telefonico del portavoce alla tv “Al-Hayat”. “Abou Zeid ha aggiunto che è necessario vuotare questo dossier delle influenze politiche e lasciarlo agli apparati di sicurezza competenti”, riferisce ancora il sito.

L’insistenza dell’Italia su tabulati e traffico telefonico per tentare di dare un nome ai sequestratori di Giulio Regeni è spiegabile anche con il successo investigativo che consentì di incastrare gli agenti della Cia nel caso dell’imam Abu Omar proprio con quegli strumenti di indagine.

Le indagini che hanno portato all’identificazione degli 007 americani sono infatti passate proprio attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e la ricostruzione dei loro movimenti nei giorni precedenti il sequestro di Abu Omar, l’imam sospettato di terrorismo che a febbraio del 2003 fu vittima di un sequestro in Italia e di una “extraordinary rendition” proprio verso l’Egitto.