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Giulio Regeni fotografato a assemblea in Egitto. Aveva paura

Giulio Regeni fu fotografato da uno sconosciuto l'11 dicembre 2015 durante un'assemblea di un sindacato indipendente egiziano e questo fatto lo aveva impaurito.

IL CAIRO – Giulio Regeni fu fotografato da uno sconosciuto l’11 dicembre 2015 durante un’assemblea di un sindacato indipendente egiziano e questo fatto lo aveva impaurito. Lo hanno riferito al pm Sergio Colaiocco tre ricercatori universitari, colleghi di Regeni, sentiti in procura a Roma. La pista seguita ora dagli inquirenti è che il delitto possa essere legato all’articolo scritto dal giovane, con un pseudonimo, il 14 gennaio successivo e pubblicato su Nena News, in cui riferiva anche di quella assemblea.

I tre ricercatori sentiti oggi lavorano presso l’American University del Cairo, la stessa in cui Regeni era impegnato in studi sulla situazione socio- economica dell’Egitto alla luce dei cambiamenti avvenuti dopo la cosiddetta Primavera Araba. I tre testimoni, a loro volta impauriti e rientrati in tutta fretta in Italia dopo la morte del loro amico-collega, hanno ricostruito il quadro di relazioni ed il contesto ambientale in cui lavorava e viveva Regeni.

Parlando dell’episodio della foto scattata al friulano, probabilmente unico occidentale presente all’assemblea, da un soggetto definito dal ricercatore fuori dal contesto della riunione sindacale, i tre ricercatori hanno aggiunto che quella circostanza lo aveva scosso, anche se, dopo il rientro al Cairo successivo alle vacanze natalizie, sembrava meno preoccupato. Gli stessi testimoni hanno anche aggiunto di non aver mai avuto la sensazione di trovarsi, nonostante il clima teso che regna al Cairo, in situazione di pericolo. Oggi, intanto, la delegazione di investigatori italiani inviati nella capitale egiziana ha svolto un sopralluogo, insieme con gli omologhi del Cairo, dove è stato trovato il cadavere di Regeni.

Intanto il feretro di Giulio Regeni è partito da Roma. Sul trasferimento della salma a Fiumicello viene mantenuto il più stretto riserbo per evitare assembramenti e l’assedio di giornalisti e cinefoto operatori, ma, secondo quanto risulta all’Ansa, il feretro è atteso in paese la sera dell’11 febbraio. La salma dovrebbe essere portata per la notte nella piccola chiesa di San Lorenzo, luogo inizialmente scartato a causa delle piccole dimensioni, inadeguate per ospitare una sorta di camera ardente, benché circoscritta a poche persone. Il feretro verrebbe poi trasferito il giorno successivo nel luogo dove si celebreranno le esequie.