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Giulio Regeni. Il capo ambulanti traditore: “Cancro inventato per incastrarlo”

Giulio Regeni. Il capo ambulanti traditore: "Cancro inventato per incastrarlo"

Giulio Regeni. Il capo ambulanti traditore: “Cancro inventato per incastrarlo”

ROMA – Giulio Regeni. Il capo ambulanti traditore: “Cancro inventato per incastrarlo”. “Ho inventato la questione di mia figlia malata e mia moglie col cancro e che avevo bisogno di denaro per farlo parlare e assicurarmi che fosse una spia”: lo ha detto al quotidiano Al Shorouk il presidente del sindacato indipendente dei venditori ambulanti del Cairo, Mohamed Abdallah, l’uomo che ha tradito Giulio Regeni.

Parlando della registrazione video dell’ultimo incontro avuto di persona con Giulio, Abdallah ha insistito che la registrazione è stata effettuata il 7 gennaio e consegnata alla polizia il giorno stesso (mentre gli inquirenti italiani avrebbero accertato che la ripresa è avvenuta il giorno prima). Il sindacalista ha precisato che quello è stato il loro “ultimo incontro” anche se “l’ultima chiamata” risale al 23 gennaio, due giorni prima del rapimento.

Abdallah ha sostenuto che Regeni gli aveva detto che “la Procura lo aveva interpellato varie volte per interrogarlo”. Il riferimento alla figlia malata si sente nel video diffuso dagli inquirenti italiani ma è stato tagliato nella versione ‘egiziana’ in cui si parla solo della “moglie”.

Capo ambulanti ancora convinto che Regeni fosse una spia. Il sindacalista ha teorizzato inoltre che Regeni sia stato ucciso da “parti straniere dopo che era stato scoperto” per addossare la colpa “all’Egitto”. “Era una spia e l’ho fatto parlare e registrato con spirito patriottico”, ha detto Abdallah che già il mese scorso aveva ammesso pubblicamente di aver denunciato Regeni.

“Le sue domande avevano destato sospetti nei cinque precedenti incontri in cui abbiamo parlato. Parlava della rivoluzione, della persecuzione dei venditori ambulanti da parte della polizia, della natura del loro lavoro e delle loro condizioni sociali”, ha detto ancora il sindacalista. “Quando ho constatato che, prima ancora che mi fossi candidato, parlava di denaro in un concorso che avrei vinto, e soprattutto che tale concorso proveniva da un’istituzione britannica e non italiana, allora ho avuto dubbi” e “ho avvertito la polizia”, ha sostenuto ancora Abdallah riferendosi al noto stanziamento di 10mila sterline.

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