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Giulio Regeni, lettera su “traffico reperti archeologici”

ROMA – C’è stato di tutto nella tristissima vicenda della morte al Cairo di Giulio Regeni. E ora pure una lettera anonima. E’ quella che è arrivata nelle scorse ore presso l’ambasciata d’Italia nella capitale egiziana. C’è scritto, in quella lettera, che il ricercatore italiano scomparso e poi trovato morto era coinvolto in un traffico di reperti archeologici e che, dunque, sarebbe stato ucciso in relazione a questa sua attività illecita.

Secondo gli inquirenti italiani, che precisano di non voler dare comunque seguito a segnalazioni anonime, è “inattendibile” l’ipotesi di un presunto legame tra l’omicidio di Giulio Regeni e un traffico di reperti archeologici gestito da una banda di egiziani. Nelle ultime settimane diverse possibili ricostruzioni dell’omicidio, ritenute non credibili dagli investigatori italiani, sono arrivate dall’Egitto per essere poi puntualmente smentite.

Intanto la Procura generale egiziana ha annunciato di aver creato una «squadra d’inchiesta» per coordinare le Procure coinvolte nelle indagini. “Vista la diversità dello spazio geografico dove sono state rinvenute le prove durante le indagini sulla morte di Regeni, il procuratore generale ha ordinato la formazione di una squadra d’inchiesta per proseguire le inchieste sull’omicidio al fine di giungere alla verità”, si legge in un comunicato.

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