Blitz quotidiano
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Hillary Clinton, il capo dello staff e le “cene sataniche”

WASHINGTON – Alla vigilia del voto presidenziale più controverso nella storia recente degli Stati Uniti succede che il web si appassioni alle “cene sataniche” del capo dello staff della candidata Hillary Clinton.  Wikileaks ha reso pubbliche alcune email tra John Podestà, responsabile della campagna elettorale, e suo fratello in cui quest’ultimo lo invitava a una “spirit cooking dinner” a casa dell’artista Marina Abramovic.

Dallo scambio di email non si capisce se Podestà abbia infine accettato l’invito, quello che è certo è che “spirit cooking” è diventato trend topic su Twitter, a dimostrazione del clima negli Usa di frenetica ricerca di particolari piccanti della vita dei due candidati e dei rispettivi staff.

Per capirci il satanismo non c’entra nulla, si tratta più che altro di performance artistiche visto il personaggio: la controversa artista di origine serba Marina Abramovic. Le “spirit cooking dinner” sono delle performance in cui viene usato sangue, urina e latte materno (ebbene sì) per dipingere.

I conservatori vicini a Trump ovviamente non vedono di buon occhio la cosa e così su internet la controversa cena del signor Podestà è diventata dibattutissima.

E intanto Hillary Clinton esce pulita dalla indagine Fbi sulle sue mail: una nuova lettera del numero uno dell’Fbi, James Comey, al Congresso, certifica, senza giri di parole, che l’indagine sulle email di Hillary Clinton è chiusa. Tutte sono state esaminate, senza che sia stata trovata traccia di illeciti. Per questo – scrive Comey – non ci sarà nessuna richiesta di incriminazione dell’ex segretario di stato.

“Valgono le stesse conclusioni del luglio scorso”, afferma, quando l’Fbi bacchettò Clinton per la disinvolta e imprudente gestione del suo account privato di posta elettronica ma non riscontrò reati. La lettera si aggiunge al fatto che tutti i sondaggi di questo weekend che precede l’Election Day vedono la candidata democratica accelerare verso il traguardo e in vantaggio nello sprint finale. Con l’impetuosa rimonta di Donald Trump che sembra aver esaurito la sua spinta. Ora la lettera del capo Fbi, un colpo durissimo per Trump, forse quello del ko.