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“Hitler rischiò morte di overdose”, la tesi del libro “Blitzed, drugs in the Third Reich”

"Hitler rischiò morte di overdose", la tesi del libro "Blitzed, drugs in the Third Reich"

“Hitler rischiò morte di overdose”, la tesi del libro “Blitzed, drugs in the Third Reich”

ROMA – “Hitler rischiò di morire di overdose dopo aver assunto una dose massiccia di cocaina e pillole”. E’ quello che scrive Norman Ohler. autore di “Blitzed, drugs in the Third Reich“, libro sull’uso delle droghe da parte dei nazisti, rivela che il dittatore era quasi sempre sotto effetto di cocaina e metanfetamina. Nel 1944 le vene di Hitler erano così distrutte, che il suo medico personale non sapeva più dove mettere l’ago. Inoltre prendeva pillole di Pervitin, stimolante somministrato ai soldati della Wehrmacht e nel ’39, ai tempi dell’invasione della Polonia, distribuito quotidianamente insieme al cibo. Prima di invadere la Francia, ne vennero distribuite 35 milioni di dosi.

In quell’anno Hitler si ruppe un timpano dopo aver subito un attentato alla Tana del Lupo in Polonia e, per alleviargli il dolore, il dottor Theodor Morell, medico personale del dittatore, gli fece iniezioni di cocaina, nonostante i nazisti ritenessero la droga un sintomo di decadenza morale.

Come scrive l’Independent, l’assistente, dottor Erwin Giesing, scrisse che tra luglio e settembre somministrò droga ad Hitler almeno 50 volte, anche in forma di tamponi nasali e pillole. Quando il medico si accorse che Hitler era così dipendente da compromettere decisioni importanti, il 1 ottobre si rifiutò di continuare, ordinando un check up completo. Durante l’esame Hitler disse: “Controllami il naso e infilaci quella cocaina. Ho cose importanti da fare oggi”.

La dose fu così forte che perse coscienza e corse il rischio di una paralisi respiratoria, quasi morendo di overdose. Il libro in questione crea dibattito fra gli storici. Il professor Richard J Evans, docente di storia a Cambridge, si rifiuta di dare la responsabilità delle atrocità del popolo tedesco alle droghe e la nozione che Hitler fosse in uno stato continuo di alterazione, perchè lo esonererebbe dalle sue colpe.

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