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Il chirurgo sta per andare in vacanza? Paziente, rischio doppio di morire

LONDRA – Il chirurgo sta per andare in vacanza? Il paziente ha il doppio delle probabilità di morire sul tavolo operatorio, sostiene uno dei migliori medici inglesi. Il cardiologo Samer Nashef afferma di aver osservato i tassi di mortalità dei pazienti prima e dopo una vacanza dei chirurghi. Ha scoperto che i pazienti operati il giorno precedente a quello in cui il chirurgo era in procinto di partire in vacanza, avevano un tasso di mortalità un po’ più del doppio, rispetto a quelli operati al suo ritorno.

Nashef, è il medico che ha confutato gli avvertimenti del Servizio Sanitario Nazionale, ossia che mangiare burro, sale e patatine aumenta il rischio di malattie cardiache. “Ci sono alcune attenzioni che sicuramente aiutano. La prima e più importante è non fumare, come quella di curare l’obesità. Quando si soffre di ipertensione, inoltre, è necessario tenerla sotto controllo così come quando si ha il diabete. Le cose che non contano invece, sono il burro, sale, patatine, poiché non costituiscono un problema”.

Da un precedente studio è emerso che i pazienti che si sottopongono a operazioni di routine di venerdì, hanno il 24% in più di probabilità di morire, rispetto a chi si opera all’inizio della settimana. La cifra è preoccupante poiché riguarda interventi di routine, come la protesi all’anca, e non casi di emergenza potenzialmente più complicati. I pazienti operati nel fine settimana, hanno un recupero più difficile poiché c’è meno personale in servizio, l’impossibilità di poter effettuare analisi importanti, quali ad esempio la Tac, le ecografie. In generale, i pazienti ricoverati nei fine settimana, ricevono le cure peggiori più o meno sotto ogni aspetto che riguarda il loro trattamento terapeutico.