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India: bruciata viva dai suoi parenti dopo una fuga d’amore

NEW DELHI – Una donna di 30 anni che era scappata di casa per sposare un uomo di un’altra casta è stata bruciata viva dai suoi parenti in un villaggio del Rajasthan, nell’India nord occidentale. Lo riferiscono i media locali. Lo scioccante caso è successo venerdì nel distretto meridionale di Dungarpur. La vittima Rameshwari Devi Ramo era tornata nel luogo di origine con sua figlia di tre anni per tentare una riconciliazione con la famiglia dopo 8 anni di lontananza.

La polizia ha arrestato sette sospetti, tra cui il fratello Lakshman Singh e alcuni cugini accusandoli del delitto che sarebbe avvenuto, secondo alcuni testimoni, in pubblico davanti a un tempio. Rameshwari, appartenente alla casta dei Rajput, si era innamorata di un “brahmino” di un altro distretto e lo aveva sposato contro la volontà della famiglia. Da allora la coppia viveva in un altro distretto del Rajasthan.

Qualche giorno fa, la donna era tornata con la figlioletta e con la suocera per incontrare i parenti. Mentre erano sedute in casa, sono arrivati circa 30 uomini infuriati che hanno prelevato Rameshwari e l’hanno portata fuori vicino al tempio. Le hanno cosparso i vestiti di benzina e le hanno dato fuoco. Nessuno del villaggio ha cercato di salvarla, ma qualcuno ha chiamato la polizia che è arrivata sul posto. Le indagini sono ancora in corso e si cercano altri responsabili. L’incidente, successo ad appena pochi giorni dalla Festa delle Donne, riporta l’attenzione sui cosiddetti delitti di onore, una pratica diffusa nelle campagne indiane e che spesso è ignorata dalle autorità. .


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