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India, incinta dopo stupro a 14 anni potrà abortire: la decisione della corte suprema

India, incinta dopo stupro a 14 anni potrà abortire: la decisione della corte suprema

India, incinta dopo stupro a 14 anni potrà abortire: la decisione della corte suprema

ROMA – In India, la Corte Suprema ha emesso un provvedimento “flessibile”: una ragazza di 14 anni, vittima di uno stupro e ora incinta di 24 settimane, previo consenso dei medici potrà interrompere la gravidanza. L’ordinanza apre uno spiraglio di speranza per molte giovani che si trovano nelle stesse condizioni: la legge attualmente consente l’aborto entro le 20 settimane di gravidanza.

Un provvedimento “flessibile” poiché saranno i medici e uno psicologo a stabilire se l’aborto sia nell’interesse della giovane, stuprata dal medico curante a cui si era rivolta poiché ammalata di tifo. Se ci sarà il consenso dei medici, interromperà la gravidanza.

Kamini Jaiswal, avvocato che ha sostenuto l’istanza del padre della ragazza, afferma che il trauma emotivo della ragazza aumenta di giorno in giorno.

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La Corte Suprema del Gurajat, aveva respinto l’istanza del padre, per i limiti imposti dalla legge sulla gravidanza.

La giovane, come detto è stata stuprata dal medico curante: le ha dato dei sedativi e avvertito di non dire nulla ai genitori. La famiglia si è resa conto della situazione, quando l’adolescente lamentava mal di stomaco ed è stata portata da un altro medico.

La Corte Suprema, riferendosi alla legge, ha dichiarato di non poter emettere un ordine che consente di porre fine alla gravidanza ma “riconosciamo il dolore e la sofferenza e vogliamo aiutarla”.

La magistratura ha preso anche atto del fatto che il feto attualmente ha una sua vita e si è interrogata se “abortire sia la soluzione giusta”. Ha chiesto all’avvocato Jaiswal se la ragazza dovrebbe dare alla luce il figlio, che alla nascita potrebbe dare in adozione. Ma Jaiswal ha affermato che a una ragazza di 14 anni non può essere chiesto di mettere al mondo un bambino: non solo sarebbe una sofferenza fisica e mentale immensa ma potrebbe spingerla a un “gesto estremo”.

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