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India: ragazza muore a 13 anni dopo un digiuno di 2 mesi

ROMA – Orrore in India per la morte di una ragazza di 13 anni dopo un digiuno durato oltre due mesi per motivi religiosi ma anche, si accusa, per una speculazione economica da parte dei genitori. Sulla tragedia, avvenuta a Hyderabad nel sud dell’India, la polizia ha aperto un’indagine per capire se la ragazza sia stata costretta al digiuno dai genitori fedeli del giainismo, una delle religioni più antiche dell’India.

Un’associazione che tutela i diritti dei bambini li ha denunciati per “omicidio colposo e violenza su minori”. Per 68 giorni Aradhana Samdariya ha ingerito solamente acqua calda, riporta la Bbc, ed è morta 48 ore dopo aver interrotto il digiuno. Secondo la testimonianza dei genitori, due ricchi gioiellieri della città, la figlia aveva chiesto il permesso di astenersi dal cibo ma dopo un certo periodo le avrebbero chiesto di ricominciare a nutrirsi. Ma, riferiscono i media locali, in realtà sarebbe stato una sorta di ‘sacrificio’ voluto proprio dai genitori per propiziarsi gli affari.

Tra i giainisti il digiuno è una pratica molto diffusa e secondo gli attivisti per i diritti dei minori i genitori avrebbero costretto la figlia all’astensione dal cibo su consiglio del loro guru. “Lo hanno fatto per soldi, per incrementare gli affari”, è l’accusa di Achyut Rao secondo il quale i genitori “sono felici perché considerano la figlia un’eletta”.

“L’aspetto scioccante – spiega ancora Rao – è che la famiglia è felice che la ragazza sia una delle poche ad essere portata via da Dio”. Gli attivisti hanno spesso criticato un’altra pratica controversa chiamata ‘santhara’, nella quale i giainisti rifiutano cibo e acqua con l’intento di prepararsi alla morte. La morte della giovane ha puntato ancora una volta i riflettori su tali pratiche e sono stati in molti, su Twitter, ad aver bollato come “inumano” quello che è accaduto o ad avere invitato la comunità giainista ad avviare una riflessione.

Qualcuno ha parlato di “fanatismo religioso e violenza su minore” e c’è chi si è chiesto come “può uno Stato permettere tanta stupidità”. E a ragione, vista la foto che circola sulla rete. La salma di Aradhana, vestita con abiti sontuosi e ingioiellata come per un’occasione importante, viene sorretta dai genitori su una elaborata portantina, alla testa di un corteo di centinaia di persone, mentre si avvia alla cremazione.


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