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Iraq, soldato britannico affoga jihadista in una pozzanghera

Iraq, soldato britannico affoga jihadista in una pozzanghera

Iraq, soldato britannico affoga jihadista in una pozzanghera

ROMA – Nei pressi di Mosul, in Iraq, durante un violento scontro all’ultimo sangue, un soldato dello Special Air Service (SAS) britannico avendo finito le munizioni, ha affogato un combattente ISIS in una pozzanghera d’acqua.

Le truppe erano circondate da 50 militanti Isis ma a un certo punto hanno esaurito le munizioni e i soldati, per sconfiggere il nemico, sono stati costretti a utilizzare coltelli, ingegno e forza bruta.

Un militare ha addirittura affogato un combattente Isis e poi raccolto una pietra con cui ha colpito un altro, devastandone il volto, secondo il Daily Mail.

Alcune fonti hanno riferito al tabloid britannico che i soldati erano convinti di morire in battaglia, per cui hanno scelto di “andarsene lottando” nella speranza di uccidere più miliziani possibile.

“L’unità SAS è stata intrappolata in un piccolo letto del fiume. Hanno fatto un rapido controllo delle munizioni e hanno capito che in tutto avevano meno di 10 pallottole. Sapevano che se catturati, sarebbero stati torturati e decapitati”, ha rivelato una fonte.

Piuttosto che morire in ginocchio, hanno preferito morire da soldati e in una lotta disperata per la sopravvivenza, hanno utilizzato tutto ciò che avevano a disposizione.

Una battaglia durata circa 4 ore e la fonte parla di 32 miliziani Isis morti.

Una dichiarazione del Ministero della Difesa afferma che la RAF continua a sostenere le forze irachene nel tentativo di liberare Mosul occidentale.

“Le attuali tattiche di Daesh, tra cui l’uso illegale di civili come scudi umani e combattimenti da siti come scuole, ospedali, siti religiosi e quartieri civili, aumentano il rischio di far morire vite innocenti”.

“Nessuna operazione militare è senza rischi, in particolare in ambienti urbani ad alta densità e contro le tattiche disumane di Daesh ma la RAF continua a prendere tutte le misure necessarie per ridurre al minimo le vittime civili”.

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