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Isis, a Mosul c’era ingrediente perfetto per una “dirty bomb”. Ma non lo hanno preso

Isis, a Mosul c'era ingrediente perfetto per una "dirty bomb". Ma non lo hanno preso

Isis, a Mosul c’era ingrediente perfetto per una “dirty bomb”. Ma non lo hanno preso

MOSUL – Forse i combattenti Isis non sono poi così intelligenti: a Mosul potevano reperire l’ingrediente perfetto per realizzare un’enorme bomba radiottiva, ma non ne avevano idea. Nel 2014, quando hanno invaso Mosul, i terroristi si erano infatti imbattuti in due “nascondigli” di cobalto, uno degli elementi principali per una bomba radiottiva. Erano all’interno di due macchine per la radioterapia all’Università di Mosul.

Le forze irachene, quando hanno liberato la città hanno scoperto che le macchine non erano state toccate. Un funzionario del ministero della Sanità ha detto al Daily Mail: “Non sono poi così intelligenti”.

Le agenzie di intelligence occidentali erano a conoscenza del cobalto e, per tre anni, hanno cercato con ansia un qualsiasi indizio che i terroristi stessero tentando di utilizzarlo. Il cobalto 60 è un isotopo radioattivo del metallo cobalto, impiegato in radioterapia per eliminare le cellule tumorali ma nelle mani dell’Isis, avrebbe potuto trasformarsi in una bomba radioattiva.

I timori si intensificarono alla fine del 2014, quando l’Isis sostenne di avere il materiale radioattivo e poi nel 2016 poiché si impadronirono dei laboratori del campus universitario di Mosul, con l’apparente scopo di costruire nuove armi.

A novembre 2015, in una bozza di report fu trovato che il nucleo radioattivo, quando è nuovo, “contiene circa nove grammi di puro cobalto 60 con una potenza di oltre 10 mila curie di radiazioni, una misura standard della radioattività. Una persona che sta a meno di un metro di distanza dal nucleo non schermato riceverebbe una dose letale di radiazioni in meno di 3 minuti, spiega il Washington Post.

Non è chiaro il motivo per cui L’Isis non sia riuscito a sfruttare il cobalto conservato nel campus universitario di Mosul. Gli esperti nucleari sostengono che forse erano preoccupati che rimuovendo gli spessi rivestimenti delle macchine si sarebbero esposti alle letali radiazioni.

Una bomba radiottiva a base di cobalto avrebbe provocato “il panico e una dispendiosa bonifica”, ha detto al Washington Post, David Albright, un esperto di armi nucleari ed ex ispettore di armamenti dell’Onu.

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