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Isis: attacco chimico contro aeroporto in Siria

BEIRUT – Attacco chimico compiuto dall’Isis contro l’aeroporto militare di Dayr az Zor nella Siria orientale, assediato da jihadisti ma in mano governativa. Ne danno conto martedì mattina media russi e siriani. Non è possibile verificare sul terreno le informazioni riferite dal canale in arabo di Russia Tv e dal sito in inglese di Press Tv iraniana. L’Iran e la Russia sostengono militarmente le truppe governative di Damasco e le milizie lealiste.

L’Isis, nelle sue roccaforti in Siria e Iraq, continua a confezionare video di propaganda per attirare combattenti. Carne da macello da spedire in guerra, ma in questo filmato la morte del “martire di Allah” viene esaltata e benedetta. In un recente video si vedono non solo i combattimenti con carri armati e razzi, ma anche il volto sorridente, apparentemente beato, di quello che, secondo gli jihadisti, dovrebbe essere un combattente morto nella jihad, “in pace con Allah”.

Il filmato, ripreso dal tabloid britannico The Daily Mail, è stato diffuso dal cosiddetto Stato Islamico con l’intento di allettare nuovi seguaci della causa jihadista. Nel filmato si sentono delle voci in arabo che parlano, ma ci sono anche i sottotitoli in inglese. Il messaggio di propaganda include anche alcune frasi pronunciate da Abu Bakr al Baghdadi, fondatore del cosiddetto Stato Islamico e maggior ricercato nel mondo. Nel video Al Baghdadi sostiene che i combattenti dell‘Isis sono più duri, più forti e determinati che mai. Di sottofondo si vedono miliziani che sparano, bombardano e decapitano prigionieri, mentre incitano gli ascoltatori a diventare “servi di Allah” e dicono agli ascoltatori: “C’è un onore più grande di questo?”.

Poi l’avvertimento agli “infedeli”: “Stanno andando verso lo sterminio”. Il filmato è stato pubblicato dopo che l’Isis ha ucciso quindici jihadisti che militavano nello stesso gruppo, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, e nel giorno in cui lo stesso Isis ha rivendicato l’uccisione di un marine americano durante un raid con droni in Iraq. Il militare, il sergente Louis Cardin, 27 anni, è stato ucciso il mese scorso durante un attacco del cosiddetto Isis in cui rimasero feriti altri otto militari a Makhmur, regione dell’Iraq settentrionale. Un attacco vendicato con la morte del presunto membro dell’Isis che avrebbe lanciato il razzo fatale, secondo quanto annunciato dal colonnello Steve Warren, portavoce delle forze a guida americana impegnate nella controffensiva contro l’Isis.


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