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Isis, croci spezzata e statua della Madonna in frantumi nella chiesa di Bartella FOTO

BARTELLA, MOSUL (IRAQ) – Croci spezzate e una statua della Vergine Maria frantumata: è la profanazione dell‘Isis nella chiesa cattolica di San Giorgio a Bartella, 20 chilometri a sud di Mosul, in Iraq. La furia ideologica degli jihadisti ha preso di mira anche le croci delle lapidi dei preti sepolti nella struttura, costruita nel 1835. “Quelli dell’Isis sono soldati del Diavolo”, dice costernato il parroco, fratello Bhnam, mentre il frastuono dei caccia che bombardano Mosul avvolge la città. “Il Santo Padre, i cattolici italiani, l’Europa ci aiuti. Aiutateci”, è l’appello del sacerdote.

“Avevo messo questa porta con le mie mani”, dice commosso il religioso, davanti all’ingresso della chiesa, che è stata data alle fiamme dall’Isis prima della riconquista da parte delle forze speciali di Baghdad, sostenute dalle milizie sciite-irachene.

Lo scenario è delirante: i miliziani di Baghdadi hanno spezzato le croci, tutte. Non solo quella grande nella chiesa. Anche quelle sulle lapidi dei religiosi sepolti nella struttura, costruita nel 1835. E quelle sulle basi di legno per la lettura durante la preghiera. Quelle lungo il perimetro sono state tirate giù con le corde. Una violenza ideologica inaudita, senza precedenti nel nuovo Millennio.

Una statua della Vergine Maria giace a terra. I religiosi, assieme ai fedeli che piano piano tornano a Bartella per verificare se le proprie case sono rimaste in piedi, hanno accantonato i pezzi e i frammenti all’ingresso. E’ evidente che vorrebbero rimetterle in piedi, ma è altrettanto chiaro che non sarà possibile. Manca la testa della statua.

All’interno si sente ancora forte l’odore di bruciato. Le panche sono annerite dal fuoco, il soffitto pure. Vicino all’altare ci sono le immagini sacre, quella di Cristo è accanto alla croce che a malapena si sostiene. “Le abbiamo portate oggi da Erbil”, dice all’ANSA Ramiz (Paolo in italiano), un abitante di Bartella, tornato oggi per la prima volta in città. “Sì, volevo vedere come era messa la mia casa, che per fortuna è intatta, anche se dentro non c’è rimasto nulla. Ma il vero motivo è che volevo capire, vedere con i miei occhi cosa restava della chiesa”, che sorge a una decina di metri da casa sua.

E’ difficile parlare a Bartella in queste ore: oggi il cielo nuvoloso ha costretto i cacciabombardieri della Coalizione a volare basso. Due ore di sorvoli intensi e bombardamenti massicci su Mosul. A Bartella nel 2014 c’erano 23.000 abitanti. Il 70% di religione cristiana, tra ortodossi e cattolici. Il resto musulmani. Ora sulla chiesa di San Giorgio sventola la bandiera dell’Iraq, e le milizie sciite hanno coperto i simboli dell’Isis con le proprie effigi. E’ solo l’inizio: perché Bartella torni ad essere quella che era ci vorranno anni.

(Foto Ansa)

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