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Isis, ecco dove gli italiani sono nel mirino. I Paesi a rischio

ROMA – Il Bangladesh non è l’unico paese al di fuori dei confini europei e non in guerra dove gli italiani potrebbero essere nel mirino del terrorismo.

Il Marocco, risparmiato dalla primavera araba, è solo apparentemente tranquillo. La Farnesina sul sito viaggiare sicuri avvisa di “mantenere elevata la soglia di attenzione in considerazione del rischio presente (…) su tutto il territorio marocchino, di atti terroristici per loro natura difficilmente prevedibili ai danni di istituzioni o di luoghi e strutture frequentati anche da occidentali (compresi siti turistici)”. In Marocco vivono oltre 2500 italiani. Il paese attrae imprenditori e quasi 400mila turisti all’anno.

In tutta l’Africa risiedono 61.222 italiani, ma in paesi come il Kenya circa diecimila hanno un casa di vacanza per non parlare degli uomini d’affari. La minaccia terroristica riguarda città come Mombasa, Malindi e varie regioni dove possono colpire gli integralisti legati agli Shebab somali.

La Nigeria, dove l’Italia ha importanti interessi petroliferi è infestata da Boko Haram, costola del Califfato nel continente nero. Pure l’insospettabile Ruanda, nuova frontiera del turismo ed imprenditoriale, è a rischio terrorismo. Anche la confinaria Uganda, dove non manca una presenza cattolica italiana, è nel mirino per la partecipazione alle forze di pace in Somalia.

Più vicina ai confini Ue, la Turchia registra un bollettino di guerra. Lo scorso anno i turisti italiani, diminuiti del 30%, erano 467.470. I residenti sono almeno 4mila per non parlare di manager ed imprenditori, che fanno avanti ed indietro dall’Italia. I servizi turchi hanno ripetutamente diramato segnali di allerta per possibili attentati alla rete metropolitana e le linee di trasporto di Istanbul. “Si raccomanda – avvisa la Farnesina – di esercitare in tutto il Paese, soprattutto nei luoghi di attrazione turistica, ivi comprese le principali località balneari e le più note mete turistiche all’interno del Paese (es. la Cappadocia) accresciute misure di cautela”.

Pure negli Emirati arabi che attraggono gli italiani (19,3% residenti in più nel 2015) non si esclude “il rischio di possibili atti di natura terroristica (…) ai danni di istituzioni occidentali e luoghi pubblici”. Idem per l’Arabia Saudita dove ieri ci sono stati tre attacchi kamikaze.

Neppure le Maldive, meta turistica italiana, non sono più tranquille come un tempo. “Il Paese condivide con il resto del mondo la crescente esposizione al rischio del terrorismo internazionale”. In India il governo teme attacchi soprattutto in “aree sensibili” come “le località frequentate da stranieri, sia nelle grandi città, sia in destinazioni turistiche con particolare riferimento a el di catene internazionali, centri commerciali, aeroporti e voli di linea”.

Gli italiani che vivono in Asia sono 55.583. In paesi come la Thailandia, dove esiste un terrorismo islamico separatista nel sud, arrivano 200mila turisti l’anno. Nelle cristiane Filippine sono stati rapiti missionari italiani ed i radicali islamici nell’isola di Mindanao hanno giurato fedeltà al Califfo.