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Isis, la blacklist araba delle ong sospettate di terrorismo: 6 su 9 hanno base in Libia

Isis, la blacklist araba delle ong sospettate di terrorismo: 6 su 9 hanno base in Libia

Isis, la blacklist araba delle ong sospettate di terrorismo: 6 su 9 hanno base in Libia

TRIPOLI – Hanno base in Libia, da dove parte l’assalto dei profughi verso l’Italia, sei delle nove organizzazioni definite come terroristiche e legate a Isis da una nuova e decisa presa di posizione di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto. Sono denunciati anche 9 individui, di cui 2 sono di nazionalità libica. Mentre il povero Alfano annaspa e miagola perché il presidente francese Emmanuel Macron gli ha soffiato l’iniziativa, qualcosa si agita in Medio Oriente sullo sfondo dello scontro che poco ha di lotta al terrorismo ma molto di scontro fra le due grandi fedi che dalla morte di Maometto dividono col sangue la religione islamica.

Arabia Saudita e gli alleati hanno annunciato che nella black list ci sono associazioni benefiche e soggetti che hanno legami con lo Yemen, Qatar e Libia sospettati di avere contatti con i terroristi.
Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno rilasciato una dichiarazione congiunta indicando come “terroristi” nove associazioni di beneficenza e nove persone “direttamente o indirettamente collegate alle autorità del Qatar”, secondo quanto diffuso dall’agenzia di Stato SPA.

Il mese scorso, i quattro stati arabi hanno interrotto i rapporti con il Qatar in base alle accuse che lo Stato del Golfo finanzia l’estremismo islamico, fatto che Doha ha sempre negato, scrive dawn.com.
I quattro Stati hanno richiamato i loro ambasciatori a Doha, chiuso lo spazio aereo e ordinato a tutti i qatarini di rimpatriare.

Tra le richieste di Riad e dei suoi alleati, c’è la chiusura di Al Jazeera, grande network con sede in Qatar, bandita in Arabia Saudita e negli Emirati. Nella dichiarazione, tre organizzazioni in Yemen e sei con sede in Libia, sono state accusate di legami con Al Qaeda e una filiale siriana del gruppo.

Nella dichiarazione è detto che tre cittadini del Qatar, tre yemeniti, due libici e un altro del Kuwait sono coinvolti in “campagne di raccolta fondi per sostenere Jabhat al-Nusra e altre milizie terroristiche in Siria”.

Il Kuwait non ha aderito al boicottaggio del Qatar e ha avviato una mediazione per risolvere la crisi, la peggiore a colpire il Golfo dopo l’istituzione del Gulf Cooperation Council nel 1981.

Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno guidato una coalizione con il governo yemenita nella lotta in Yemen contro le milizie ribelli sciite Huti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2015, momento in cui la coalizione è intervenuta nella guerra, hanno perso la vita più di 8 mila civili.

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