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Isis, militari turchi uccidono 55 combattenti

DAMASCO – Isis, i militari turchi hanno ucciso 55 miliziani del cosiddetto Stato Islamico a nord di Aleppo, in Siria. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa statale turca Anadolu, i combattenti dell‘Isis sono stati uccisi dal fuco di artiglieria dei militari di Ankara. Nell’operazione sono stati inoltre distrutti tre veicoli e tre lanciatori di missili. L’agenzia ha inoltre reso noto che aerei da caccia turchi hanno colpito postazioni del Partito dei Lavoratori (Pkk) nel nord dell’Iraq.

L’operazione giunge mentre la Turchia affronta la doppia minaccia del Pkk e dell’Isis, che hanno sferrato sei attacchi suicidi nel Paese dal luglio scorso. L‘Isis, in particolare, ha sparato razzi contro Kilis – una città di confine turca – quasi ogni giorno, uccidendo 21 persone e ferendone altre 70 da metà gennaio.

Intanto è di ieri la notizia del ritrovamento di 50 fosse comuni dell’Isis in zone conquistate dagli jihadisti in territorio iracheno.

 

In una delle fosse, a Ramadi, c’erano almeno 40 corpi, ha reso noto l’inviato dell’Onu Jan Kubis. Resti umani sono stati trovati anche a Sinjar, Anbar e Tikrit e tra le vittime si contano molte donne.  

Secondo Kubis, nonostante “i progressi costanti e notevoli” contro l’Isis, “il gruppo rimane ancora un nemico forte che modifica costantemente le tattiche e gli attacchi”.

 

In Siria la fragile tregua nella regione di Aleppo, negoziata da Russia e Stati Uniti, è stata prorogata fino a lunedì dopo che si è arrivati ad un accordo in seguito a due settimane di sanguinosi bombardamenti aerei governativi su obiettivi civili e rappresaglie con colpi di artiglieria pesante altrettanto sanguinosi da parte di insorti o jihadisti su altre aree civili.

Ad Aleppo i miliziani dell’Isis non sembrano esserci, ma quasi 300 civili in circa 14 giorni sono stati uccisi, la maggior parte nei raid aerei governativi. “La tregua è stata prorogata per evitare che la situazione possa peggiorare”, si legge in una nota del ministero della Difesa russo citato dal sito Internet della Bbc.

 

 

 

 


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