Blitz quotidiano
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Isis minaccia 5 città europee: 60 foreign fighters già qui

Isis potrebbe attaccare cinque città europee, tra cui Londra e Berlino. Prima degli attacchi di Parigi avrebbe inviato in Europa decine di foreign fighter, fino a 60.

NEW YORK – Isis potrebbe attaccare cinque città europee, tra cui Londra e Berlino. Prima degli attacchi di Parigi il sedicente Stato Islamico avrebbe inviato in Europa decine di foreign fighter, fino a 60, con l’obiettivo di sferrare attacchi in almeno cinque città europee. Lo affermano fonti di intelligence occidentali citate dalla Cnn. Oltre alla capitale francese nel mirino, tra le altre città, anche Londra e Berlino.

Intanto il presidente americano, Barack Obama, ha affrontato col capo dello Stato Sergio Mattarella il ruolo che l’Italia può svolgere nella lotta all’Isis in Siria e Iraq, in particolare “il ruolo fondamentale” che il nostro Paese svolgerà nel rafforzare la zona di Mosul, nel nord dell’Iraq. Lo riferisce la Casa Bianca.

Gli estremisti islamici cresciuti in casa sono la più grande minaccia per gli Stati Uniti e l’Iran è il “maggiore stato sponsor del terrorismo”. Lo afferma il direttore dell’ intelligence americana, James Clapper, in base agli estratti del discorso che terrà nell’audizione annuale in programma in Senato, secondo quanto anticipato dall’agenzia Bloomberg. L’Iran, il maggiore stato che sponsorizza il terrorismo, “continua a esercitare la propria influenza nelle crisi regionali in Medio Oriente. L’Iran e il suo “partner nel terrore” Hezbollah “restano una minaccia terroristica per gli interessi americani e i partner nel mondo”. Negli Stati Uniti “coloro che traggono ispirazione dalla sofisticata rete media” dell’Isis senza “averne una diretta guida” rappresentano una minaccia, così come gli “individui negli Stati Uniti o all’estero che ricevono una guida diretta dai membri dell’Isis”.

Invece i servizi segreti russi, Fsb, sostengono di aver arrestato a Iekaterinburg sette presunti jihadisti dell’Isis che stavano preparando degli attentati terroristici a Mosca, a San Pietroburgo e nella zona degli Urali. Il gruppo – sempre stando ai servizi segreti russi – era diretto da un membro dell’Isis arrivato dalla Turchia ed era composto da cittadini russi e di paesi dell’Asia centrale che pianificavano di partire per la Siria dopo aver eseguito gli attacchi terroristici.