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Isis minaccia Italia. L’esperto: “Questa volta i rischi sono molto più specifici”

ROMA – Isis minaccia l‘Italia. L’appello rivolto ai lupi solitari è di martedì 16 agosto. Ma oggi, 17 agosto, l’esperto di strategie militari Gianandrea Gaiani sottolinea che quelle minacce sono ancora più temibili di tutte quelle che le hanno precedute.

Intervenendo ai microfoni di Radio24 Gaiani sottolinea come questa volta i terroristi islamici abbiano utilizzato il termine “Italia”, e non più “Roma”, che poteva indicare genericamente l’Occidente e, soprattutto, il Vaticano e i cristiani (spesso definiti spregiativamente “crociati”).

“Fino ad ora l’Isis aveva quasi sempre usato la parola ‘Roma’ come simbolo del cristianesimo, dell’Europa, dell’Occidente. In se quegli appelli ad ‘arrivare a Roma’, a ‘prendere Roma’ erano minacce in realtà rivolte più all’Occidente e al Vaticano che non verso il nostro Paese. Ma ora l’Isis parla di ‘Italia’. E questa è una escalation serissima. Anche perché arriva pochi giorni dopo che il nostro governo ha autorizzato gli americani a fare uso delle nostre basi per colpire il califfato in Libia. E non dimentichiamoci quel che è accaduto subito dopo che Francia e Russia hanno iniziato a colpire attivamente l’Isis: Bataclan e aereo passeggeri russo abbattuto sul Sinai”.

Il messaggio video diffuso ieri da Isis e raccolto dal Site, il sito Usa di monitoraggio del terrorismo sul web, proviene da Al-Thabaat, un network che fa parte della galassia propagandistica dell’autoproclamato Stato Islamico, ed è intitolato “Come on and Rise” (alzatevi, attivatevi).

Nel filmato invita tutti “i musulmani devoti alla causa” ad entrare in azione negli Stati Uniti, in Europa e anche in Italia, che viene menzionata esplicitamente accanto a Belgio, Danimarca, Francia, Spagna, Russia e Iran (Paese musulmano ma sciita, da cui partono i raid russi contro l’Isis in Siria). Per la prima volta l’Italia è indicata esplicitamente come bersaglio in quanto Paese nemico e non come Roma – comparsa in tanti fantasiosi proclami come centro della cristianità, capoluogo simbolico dei ‘crociati’.

“La guerra si è intensificata – ammette Daesh – ma noi resistiamo. Voi – è l’appello rivolto ai ‘lupi solitari’ – fate il vostro dovere e contribuite alla salvezza dello Stato islamico: colpite i miscredenti in America e in Europa, fate stragi nei mercati e nelle stazioni ferroviarie e colpite i crociati nelle loro terre o ovunque si trovino. Noi contesteremo, davanti a Dio, qualunque musulmano che abbia la possibilità di versare anche una sola goccia di sangue crociato e non lo faccia, quando potrebbe farlo con un ordigno esplosivo, una pallottola, un coltello, un’automobile o una pietra, perfino con uno scarpone o un pugno”.