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Isis, nel pc del kamikaze di Bruxelles altri attacchi e collegamenti in Siria

BRUXELLES – Un computer portatile dell’Isis, rivelerebbe la connessione fra la nota rete terroristica e i migliori comandanti siriani, che progettavano un terzo attacco dopo quelli di Bruxelles e Parigi. Il laptop è stato rinvenuto due ore dopo l’attentato all’aeroporto di Bruxelles, in cui persero la vita 32 persone, e quello alla metropolitana della città.

I file, faticosamente recuperati dal computer appartenente a Najim Laachraoui, il kamikaze che si fece esplodere all’aeroporto, mostrano come l’unità fosse in contatto con i maggiori esperti di bombe in Siria. La notizia arriva dopo la rivelazione di una fonte della polizia: afferma che gli attacchi abbiano deliberatamente preso di mira persone ebree e passeggeri in viaggio verso l’America.

Gli investigatori che hanno esaminato il laptop hanno inoltre trovato le istruzioni date ai fanatici Isis prima dell’attacco a Parigi del 13 novembre 2015, che causò la morte di 130 persone. Secondo la CNN, i file relativi alle atrocità parigine sono chiamati “Groupe Omar, Groupe Francais, Groupe iraquiens, Groupe Métro e Groupe Schiphol”; inoltre, vi sono alcuni documenti titolati “obiettivi” e altri dove viene usata la parola che in arabo sta per “esplosivi”, infine un altro file che fa riferimento a “Défense”, che gli investigatori pensano si tratti del quartiere dello shopping parigino La Défense, dove Abdelhamid Abaaoud pianificava un attentato, sventato però dalla polizia francese.

Una fonte anonima vicina agli investigatori belgi, ha riferito all’AFP che, per quanto riguarda l’attentato all’aeroporto di Bruxelles, “la polizia sapeva che l’obiettivo erano gli americani ed era chiaro che ci fossero targets specifici”. Quando gli è stato chiesto se gli obiettivi includessero il check-in per il volo diretto in Israele, la fonte ha risposto: “Sapevamo che erano ossessionati anche con gli israeliani”.

Mohamed Abrini, attentatore famoso per aver abbandonato l’aeroporto senza far esplodere la valigia contenente la bomba dopo che i suoi compagni posizionarono le loro, fu catturato un mese dopo. Nell’attentato morirono quattro persone di origine americana, altri furono gravemente feriti e due persone israeliane vennero minacciate a Gerusalemme dopo gli attacchi.
I due sono stati identificati dai media israeliani come membri della setta religiosa ultra ortodossa Belz Hassid; una fonte vicina alle indagini ha riferito che un video, mai mostrato al pubblico, mostra l’attentatore tra circa 60 studenti, prima di seguire i due ortodossi: “L’uomo si dirige in gran fretta verso i due ebrei ortodossi, mostrando chiaramente che voleva uccidere persone di religione ebraica”.

Il Belgio non è nuovo a questo tipo di attacchi: a maggio 2014, quattro persone morirono nell’attentato al Museo Ebraico di Bruxelles. L’attentatore, Mehdi Nemmouche, è stato collegato ad Abdelhamid Abaaoud, figura chiave degli attacchi a Parigi.

Quando gli è stato chiesto degli attacchi nel marzo 2016, il ministro degli esteri israeliano, Emmanuel Nahshon, ha risposto:”Israele non commenta pubblicamente i problemi legati alla sicurezza del Paese”. Anche l’FBI, che sta prendendo parte alle indagini, non ha voluto concedere un commento, mentre il comitato russo per le indagini, che segue i crimini più importanti della Russia, ha fatto sapere di “non aver preso parte ad alcun indagine sugli attentati di Bruxelles”.

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