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Isis, passaporti per il paradiso ai combattenti: così li convincono ad attacchi suicidi

Isis, passaporti per il paradiso ai combattenti: così li convincono ad attacchi suicidi
Isis, passaporti per il paradiso ai combattenti: così li convincono ad attacchi suicidi

Isis, passaporti per il paradiso ai combattenti: così li convincono ad attacchi suicidi

RAQQA – “Passaporti per il paradiso”, è il tentativo disperato dell’Isis che rilascia questo documento ai combattenti, così da incoraggiarli a compiere attacchi suicidi e mantenere il controllo di Raqqa, la “loro” capitale. Le copie dei passaporti sono state scoperte nei quartieri recentemente liberati della città siriana settentrionale; le foto dei documenti sono state pubblicate sui vari social media dalle forze di difesa siriane, complici della scoperta.

Gli estremisti che conducono attacchi kamikaze credono che, morendo proteggendo lo Stato Islamico, in paradiso saranno ricompensati con 72 vergini. Stampati in modo professionale, i documenti contengono scritture del Corano sia in inglese che in arabo, mirate a incoraggiare i combattenti a eseguire gli attacchi con l’aiuto di cinture esplosive o di autobombe, secondo quanto riportato dal canale televisivo russo Rt Arabic.

Sulla copertina, il passaporto recita: “Nessun altro Dio al di fuori di Allah, Maometto è il messaggero di Dio”; i documenti, tuttavia, non contengono informazioni personali, ma soltanto i vari nomi in arabo del paradiso e dell’inferno.

Uno degli ultimi attacchi compiuti dall’Isis è avvenuto a Baghdad, dove una bomba esplosa fuori da un negozio di gelati ha ucciso 15 persone e ferito altre 50. Le forze curdo siriane, intanto, hanno affermato di aver conquistato un nuovo distretto a Raqqa, capitale auto-proclamata dello Stato Islamico.

Cihan Shekh Ehmed, portavoce della milizia americana conosciuta come “forze democratiche siriane”, ha dichiarato che i combattenti del gruppo hanno sequestrato il distretto occidentale di al-Qadisiya. Assistita dagli attacchi aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti, l’Sdf sta lentamente avanzando a Raqqa, capitale del califfato islamico.

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