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Abu Muhammad al Adnani, morto portavoce Isis ad Aleppo

ROMA – Abu Muhammad al Adnani, il portavoce dell’Isis, è morto. La notizia era già circolata lo scorso 30 agosto ed era stata data dal Site, l’agenzia del califfato islamico. Il 13 settembre la conferma della morte di al Adnani durante un raid americano ad Aleppo, in Siria, è giunta anche dal Pentagono.

Prima di giurare fedeltà al Califfo al Baghdadi, Adnani, che è nato ad Idlib, aveva dichiarato di essere un seguace di Zarqawi in Iraq, dove poi era stato incarcerato per sei anni. Uscito di galera Adnani si era arruolato nell’Isis ed era stato spedito in Siria. Ispiratore dei ‘lupi solitari’ in Europa, lo scorso maggio, poco prima dell’inizio del Ramadan, al Adnani aveva esortato i “combattenti sulla via del jihad” ad attaccare i miscredenti ovunque essi fossero e di ucciderli con qualsiasi mezzo, anche “con un coltello”.

“Se non siete in grado di procurarvi un ordigno esplosivo o una pallottola – disse in un macabro messaggio che ha preceduto di due mesi la strage di Nizza – allora scegliete un infedele americano o francese o qualunque altro loro alleato e rompetegli la testa con una pietra, o accoltellatelo, investitelo con un’auto, buttatelo giù da un’altura, strangolatelo o avvelenatelo”. A settembre del 2014, dopo che Parigi aveva iniziato le sue operazioni in Siria, aveva invocato attacchi contro “l’odiosa Francia”.