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Isis, strage di cristiani in Siria: 21 morti. Ma…

BEIRUT – Notizie contrastanti giungono dalla Siria circa la morte di alcuni cristiani per mano dell’Isis. Il patriarca siriano-ortodosso Ignazio Aphrem ha affermato alla Bbc che “i jihadisti hanno ucciso 21 cristiani” di Qaryatayn, prima che la cittadina tornasse sotto il controllo delle forze di Damasco. Altre fonti citate dall’Ansa dicono che dei cristiani rimasti a Qaryatayn “solo due sono stati uccisi dall’Isis” e che invece “cinque sono stati sgozzati assieme a sei musulmani dalle forze lealiste nelle campagne circostanti”. Nessuna delle due informazioni può essere ancora verificata in maniera indipendente sul terreno.

Le fonti raggiunte dall’Ansa e che sono in stretto contatto con gli abitanti rimasti nel distretto di Qaryatayn precisano che “un uomo è stato ucciso perché considerato ‘miscredente’ mentre una donna, malata di cancro, è morta per mancanza di cure, visto che l’Isis non era in grado di curarla ma non le ha consentito di lasciare le terre del califfato’. Qaryatayn, un tempo località per più della metà abitata da cristiani, era passata sotto il controllo dell’Isis nell’agosto del 2015. Ed era stato rapito anche padre Jacques Murad, priore del monastero di Mar Elian. Il convento, danneggiato dall’Isis, è legato alla comunità monastica di Mar Musa, fondata dal gesuita romano Padre Paolo Dall’Oglio, scomparso in Siria nel 2013. Padre Murad era poi riuscito a scappare e a mettersi in salvo.

Le fonti raggiunte dall’Ansa aggiungono che nelle ultime settimane sono morti a Qaryatayn altri 12 cristiani e sei musulmani. Dei 12 cristiani, “tre sono deceduti per morte naturale; quattro sotto i bombardamenti russi e governativi, mentre cinque sono stati sgozzati dalle forze lealiste assieme ad altri sei musulmani nelle campagne di Qaryatayn. Le loro case sono state depredate. Erano musulmani che aiutavano i cristiani a fuggire dall’Isis”, affermano le fonti. Secondo il patriarca siriano-ortodosso, dei “21 cristiani morti, alcuni sono stati uccisi mentre tentavano la fuga, altri martirizzati per essersi rifiutati di assoggettarsi e convertirsi all’Islam”. Fra le vittime, afferma Aphrem III, si contano almeno tre donne.


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