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Isis, Turchia bombarda in Siria: “Uccisi 200 terroristi”

Isis, Turchia bombarda in Siria: "Uccisi 200 terroristi"

Il premier russo, Ahmet Davutoglu

ANKARA – Bombe sul cosiddetto Stato Islamico in Siria: così la Turchia risponde all’attentato di Istanbul. Due giorni dopo l’attacco in piazza Sultanahmet, nel cuore turistico della città, costato la vita a dieci tedeschi, Ankara ha ucciso duecento militanti dell’Isis nelle operazioni lungo il confine.

Il premier turco, Ahmet Davutoglu, ha spiegato, durante un incontro con gli ambasciatori turchi nel mondo riuniti per la consueta conferenza annuale ad Ankara, che la Turchia ha sparato 500 colpi contro alcuni obiettivi dell’Isis in Siria, uccidendo 200 terroristi islamici nelle ultime 48 ore.

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Martedì 12 gennaio il Paese del discusso presidente Recep Tayyip Erdogan è stato scossa da un attentato commesso nel punto più turistico di Istanbul, la piazza Sultanahmet, tra la Moschea Blu e la ex basilica di Santa Sofia. A compiere la strage è stato un giovane uomo di 28 anni di origini saudite ma con passaporto siriano, legato al cosiddetto Stato Islamico, e che una settimana prima aveva chiesto asilo proprio in Turchia. Secondo le autorità del Paese, però, lui è solo una pedina in un ingranaggio ben più grande.

Subito dopo l’attentato alcuni giornali filo-governativi hanno persino puntato il dito contro il presidente russo Vladimir Putin, con il quale i rapporti sono molto tesi dopo che, il 23 novembre del 2015, l’aviazione militare turca ha abbattuto un caccia russo che sorvolava sul confine tra Siria e Turchia, uccidendo i due militari che erano a bordo.

(Qui di seguito, foto e video dell’attentato del 12 gennaio ad Istanbul)

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