Blitz quotidiano
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Isis verso bomba sporca: spariti materiali radioattivi

TRIPOLI – Isis verso una bomba sporca: gli jihadisti del Daesh hanno messo le mani sui depositi di armi chimiche di Muhammar Gheddafi, con riserve di gas nervino Sarin e iprite. La conferma arriva da ex militari di Tripoli.

A peggiorare il quadro si aggiunge la denuncia dell’Agenzia Onu per l’energia atomica secondo cui dal 1995 sono stati segnalati almeno 2.800 casi di “smarrimento” di materiale radioattivo.

Che gli jihadisti del cosiddetto Stato islamico vogliano fare un “salto di qualità” lo dimostra anche il piano sventato in Belgio che prevedeva, si presume, il rapimento di un alto ufficiale con incarichi legati alle armi nucleari.

L’ipotesi nucleare è certamente difficile da organizzare. Ma la bomba sporca, in cui alla carica esplosiva si unisce il materiale radioattivo, sembra sempre più vicina. Gli jihadisti hanno messo le mani su materiale usato nelle terapie radiologiche e probabilmente tra i foreign fighters c’è chi sa usarlo per una bomba sporca, che andrebbe aggiungersi così alle varie bombe al cloro e attacchi al gas nervino usati dai ribelli anti Assad in Siria.

Come ricorda Giampaolo Cadalanu su la Repubblica,

“gli armamenti non convenzionali si adoperano per scopo terroristico colpendo direttamente la popolazione, in luoghi densamente abitati, come fece nel 1995 in Giappone la setta Aum Shinrikyo, attaccando la metropolitana di Tokyo. Le bombe “sporche” portano più panico che effettive perdite, ma possono avere conseguenze pesanti anche sull’economia del Paese colpito. In prima fila fra i possibili obiettivi, dicono gli esperti, ci sono Usa, Francia e Regno Unito”.

 

 


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