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Isola di Spratly: Vietnam allunga pista di atterraggio, ma la Cina…

HANOI – Alcune recenti immagini scattate con un satellite, rivelano che il Vietnam ha allungato la propria pista d’atterraggio sull’isola di Spratly, Cina del sud, in quello che è il territorio conteso anche da Taiwan, Malesia, Brunei, Filippine e Giappone.

Il mare del sud della Cina è in gran parte reclamato da Pechino, che proprio lì ha costruito una barriera e diverse basi aeree in grado di ospitare grandi aerei militari; la mossa del Vietnam, potrebbe far alterare i super poteri regionali, dal momento che Hanoi e Pechino, in passato, si sono scambiate “frecciate” diplomatiche sulle isole contese e sulle acque territoriali. Le tensioni si sono allentate negli ultimi mesi, ma il problema continua a “cuocere a fuoco lento”, da entrambe le parti, come riporta il MailOnline.

Nel 2014, la Cina ha trasferito una piattaforma petrolifera nel territorio conteso, portando a varie rivolte in Vietnam. “Anche se le tensioni diplomatiche si sono ridotte, il Vietnam continua ad aggiornare il proprio esercito e a cercare legami di sicurezza più stretti con il Giappone, gli Usa e l’India, preparandosi all’assertività cinese riguardo alle acque contese” ha detto l’Asia Maritime Transparency Initiative.

Il portavoce del ministero degli esteri cinese, Geng Shuan, ha affermato in un comunicato:” Siamo fermamente contrari all’occupazione e alla costruzione illegale sulle isole cinesi Nansha”.

“Incoraggiamo tutti gli Stati ad adottare qualsiasi misura per ridurre le tensioni e risolvere pacificamente ogni divergenza”, ha riferito Anna Richey-Allen, portavoce del Dipartimento di Stato degli Usa. La porzione marina contesa è ricca di riserve energetiche, risorse ittiche ed è una rotta di navigazione molto utilizzata.


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