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Israele: rogo famiglia palestinese, ultrà ebrei incriminati

Amiram Ben Oliel, un estremista ebreo di 21 anni, è stato incriminato per l'uccisione di tre membri della famiglia Dawabsheh

TEL AVIV – Due ultrà ebrei sono stati incriminati per il rogo in cui la scorsa estate morirono tre membri di una famiglia palestinese a Duma (Cisgiordania). Altri tre estremisti, riferisce radio Gerusalemme, sono stati incriminati per altri attacchi antiarabi.

Amiram Ben Oliel, un estremista ebreo di 21 anni, è stato incriminato per l’uccisione di tre membri della famiglia Dawabsheh (una coppia di genitori e un bambino di 18 mesi) e per il ferimento di un altro figlio nel rogo doloso avvenuto a Duma (Cisgiordania) il 31 luglio.

Un minorenne, di cui nonè  stata divulgata la identità, è stato incriminato per averlo assistito nell’attentato. Altri tre ultrà ebrei, ha aggiunto radio Gerusalemme, sono stati incriminati per vari episodi di violenza, fra cui uno a danno della Chiesa della Dormizione a Gerusalemme.

Di questi ne è stato identificato solo uno, Yinon Reuveni, che è maggiorenne. Tutti sono accusati di far parte di una ”organizzazione terroristica”, ispirata ad una ”ideologia razzista e nazionalista’‘. Dallo Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) si è appreso che nel corso di queste indagini sono stati interrogati decine di militanti dell’estrema destra ebraica. L’avvocato di Ben Oliel, Itamar Ben Gvir, ha anticipato che lotterà contro l’ incriminazione del suo cliente che – a suo parere – è stata estorta con la violenza nel corso degli interrogatori dello Shin Bet.


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