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Istanbul, strage aeroporto: commando in fuga. 41 morti, 10 stranieri

ISTANBUL – Strage all’aeroporto di Istanbul martedì sera. Almeno 41 morti e 147 feriti è il bilancio dell’attentato del commando jihadista che ha sparato all’impazzata. Uno di loro una volta colpito dalla polizia si è fatto saltare in aria,stessa cosa hanno fatto altri 2, mentre altri 3 sono ancora in fuga. Lo scalo nel frattempo, più di 12 ore dopo è stato riaperto.

Almeno 41 i morti e 147 i feriti tra poliziotti, personale in servizio nello scalo e viaggiatori. Ventitrè vittime sarebbero di nazionalità turca, le altre  straniere, tra i quali due di nazionalità iraniana e ucraina, cinque sauditi, due iracheni, un cinese, un giordano, un tunisino e un uzbeco. Ma ancora si sta procedendo al riconoscimento delle salme.

A poche ore, intanto, si cerca di ricostruire quanto avvenuto prima della tragedia. Dalle prime indicazioni fornite nella notte dal primo ministro Binali Yildirim “tre attentatori si sono fatti esplodere dopo aver aperto il fuoco” con kalashnikov nell’area del terminal riservato ai voli internazionali. I tre, sempre secondo quanto ha riferito il premier, sarebbero arrivati in zona a bordo di taxi, come accadde nell’attentato all’aeroporto di Bruxelles.

Tutto fa pensare che dietro la strage ci siano militanti dello Stato islamico, anche se al momento non risulta alcuna rivendicazione. Si parla anche, ma senza alcuna ufficialità, di un arresto compiuto nella notte: si tratterebbe del settimo componente del commando, forse una donna.

Secondo alcune intelligence straniere, l’attacco all’aeroporto di Istanbul, così simile a quello contro lo scalo di Bruxelles, sembra essere più ascrivibile ai terroristi dello Stato islamico che non ai gruppi militanti curdi, che hanno effettuato anche attacchi recenti in Turchia ma che di solito prendono di mira obiettivi governativi ufficiali.

Subito dopo l’attentato l’aeroporto, primo in Europa e secondo al mondo per numero di destinazioni raggiunte, è stato chiuso, cancellati 340 voli. Gli aerei già in pista sono decollati mentre quelli in arrivo sono stati dirottati verso Ankara, Smirne e il secondo scalo cittadino, Sabiha Goken. Le migliaia di persone che si apprestavano a partire sono state evacuate e sistemate in albergo dalle compagnie aeree di cui sono clienti, in attesa che vengano ripristinate tutte le rotte. La situazione, però, torna velocemente alla normalità e già domani l’aeroporto dovrebbe essere completamente operativo, in tutti i suoi settori e per tutte le destinazioni.

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