Cronaca Mondo

Istiga il fidanzato al suicidio: accusata di omicidio colposo

La 20enne del Massachussetts Michelle Carter, attraverso una serie di terrificanti sms ha istigato il suo ragazzo Conrad Roy al suicidio così da poter trasformarsi nella “fidanzatina disperata” e stare al centro dell’attenzione degli amici. Il 12 luglio 2014, Roy si è suicidato inalando, a bordo della sua auto, del monossido di carbonio. Inizialmente era spaventato all’idea di morire ed era uscito dalla macchina. La fidanzata lo ha però costretto a tornare indietro, come è emerso dallo scambio di messaggi avvenuti tra i due.

Dopo la morte del ragazzo, la Carter spiegava agli amici che era lei il motivo per cui Roy si era tolto la vita e piangeva disperata.  “Avrebbe iniziato a ottenere quell’attenzione che tanto desiderava, voleva trasformarsi nella fidanzatina addolorata per ottenere la loro compassione”, ha dichiarato Maryclare Flynn, vice procuratore distrettuale.

Ora è arrivato il conto da pagare: la ragazza è stata accusata di omicidio colposo, non ha diritto a un processo con giuria e solo il giudice deciderà il suo destino.  Gli avvocati difensori della Carter, affermano che il suicidio fu una scelta di Roy e quando la coppia si scambiava i messaggi, il 18enne era mentalmente instabile e assumeva antidepressivi.

Come racconta il Tribune, i due adolescenti vivevano in città diverse, a 50 km di distanza, e comunicavano via messaggio o telefonate. La notte in cui Roy si è suicidato era spaventato. La Carter però lo derideva per non aver il coraggio di farla finita. “Tutto quello che devi fare è accendere il motore e poi sarai libero e felice. Chi si suicida non pensa molto, lo fa e basta. Si sta facendo tardi, adesso o mai più”, scriveva la ragazza nei messaggi.

Ma la difesa ha insistito sul fatto che la morte di Roy è da considerare un suicidio e non un omicidio: “Conrad ha ammesso che Michelle non aveva influenza su di lui. Per anni ha pensato di mettere fine alla sua vita” ha aggiunto la difesa, parlando di un aver tentato già in precedenza di uccidersi.

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