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Iraq, Italia aumenta militari contro Isis: saranno mille

In Iraq, fra Erbil, Bagdad, Kirkuk e le forze dell'Aeronautica basate in Kuwait sono già operativi circa 700 militari, inquadrati nella "Coalition of the Willing" a guida americana su richiesta del governo iracheno. A essi si affiancheranno i 450 previsti per la difesa dei lavori della diga di Mosul, e forse altri 130 operatori di soccorso, con elicotteri attrezzati per il recupero dei servizi e un campo di assistenza.

ROMA – L’Italia è pronta ad aumentare l’impegno nella lotta contro gli integralisti di Daesh, il sedicente Stato Islamico, e questo vorrà dire schierare forze significative su una terra che già ha preteso tante vittime italiane.

In Iraq, fra Erbil, Bagdad, Kirkuk e le forze dell’Aeronautica basate in Kuwait sono già operativi circa 700 militari, inquadrati nella “Coalition of the Willing” a guida americana su richiesta del governo iracheno. A essi si affiancheranno i 450 previsti per la difesa dei lavori della diga di Mosul, e forse altri 130 operatori di soccorso, con elicotteri attrezzati per il recupero dei servizi e un campo di assistenza. La decisione su quest’ultimo contingente dovrebbe essere sancita venerdì 5 febbraio nel Consiglio dei ministri, e significa che sotto il tricolore opereranno quasi 1.300 militari, di cui 900-1000 in Iraq: il contingente italiano diventerà così il secondo come consistenza nello schieramento internazionale dopo quello statunitense, che conta 3.700 uomini.

Come scrive Giampaolo Cadalanu su La Repubblica,

l’attuale schieramento si articola in questo modo: a Erbil, nel Kurdistan, sono presenti 200 istruttori, in prevalenza paracadutisti, ora in via di avvicendamento con i bersaglieri. I dettagli sulle brigate di appartenenza sono tenuti riservati dalla Difesa, per motivi di sicurezza. Il compito di questi istruttori è fornire ai peshmerga l’addestramento di base, indispensabile per un esercito che comprende anche combattenti di età matura, che hanno diritto all’inquadramento militare in virtù del loro passato fra le file dei guerrieri curdi (…)

A Bagdad un centinaio di carabinieri si occupa dell’addestramento della polizia irachena, curando di garantire accanto alle tecniche di arresto e investigazione anche elementi di tutela dei diritti umani. Il Pentagono insiste perché un contingente di carabinieri sia spedito anche a Ramadi, di recente riconquistata dalle truppe governative. A Kirkuk, nel nord, una decina di operatori delle Forze speciali si occupa di un addestramento avanzato dei colleghi curdi, in vista di missione delicate dietro le linee dei fondamentalisti. In Kuwait, infine, ci sono 400 persone dell’Aeronautica, impegnate a seguire le missioni dei droni Predator e quelle dei caccia Tornado, per ora limitate a compiti di ricognizione.