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Jamie Lee Curtis: “Prince? Lo capisco, anche io ero tossica”

NEW YORK – “Prince era tossicodipendente. Lo capisco. Anch’io lo ero”. A confessare, in un articolo sull’Huffington Post è Jamie Lee Curtis:

“Anch’io attendevo con ansia la ricetta per il farmaco dal quale avevo segretamente sviluppato una dipendenza”, scrive: “Anch’io mi sono ritrovata ad assumerne troppi tutt’insieme. Anch’io cercavo di fermare il dolore fisico ed emotivo con gli antidolorifici”.

“Pare che adesso governo, Ama, Fda e mezzi di comunicazione stiano iniziando a occuparsi dell’epidemica dipendenza da oppiacei”, continua, “la maggior parte di coloro che finiscono per diventarne dipendenti, come la sottoscritta, lo fanno dopo aver assunto antidolorifici che gli erano stati prescritti in seguito a un’operazione chirurgica. Ma non appena scatta la brama, spesso è ormai troppo tardi”.

Prima di morire Prince cercò l’aiuto di un medico per curare la sua dipendenza da farmaci oppiacei. Lo rivela il Minneapolis Star Tribune. Secondo il quotidiano, l’entourage dell’artista trovato morto lo scorso 21 aprile nell’ascensore della sua abitazione a Paisley Park in Minnesota chiamò un medico in California il giorno prima della morte. Tuttavia quel giorno il medico non era disponibile, quindi mandò il figlio per un consulto. Fu proprio il figlio del medico a chiamare i soccorsi quando Prince fu trovato privo di conoscenza. Il che spiega anche la confusione nel riferire l’indirizzo ai soccorritori durante la chiamata.

Secondo fonti ufficiali, gli sforzi degli investigatori si stanno proprio concentrando sulla pista overdose nel tentativo di dare una spiegazione alla tragica scomparsa del genio di Minneapolis.   Intanto continuano i tributi all’artista. L’Apollo Theater di Harlem, New York, ha annunciato che il prossimo 13 giugno terrà una cerimonia d’induzione nel suo ‘Walk of Fame’. Il nome di Prince sarà aggiunto, infatti, a quello di star come Aretha Franklyn e Michael Jackson.


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