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John Ashe morto: soffocato da bilanciere ex presidente Onu

LONDRA – John Ashe, ex presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, è morto a 61 anni nella sua casa di Dobbs Ferry a New York. L’ex diplomatico, era in attesa di processo con l’accusa di aver accettato tangenti per 1.3 milioni di dollari, è deceduto mentre praticava sollevamento pesi: l’autopsia ha rivelato che il bilanciere che stava sollevando è caduto sul suo collo causando un’asfissia traumatica.

Sulla base di quanto emerso dall’autopsia e dall’indagine della polizia, si ritiene si tratti di un incidente. John Ashe, ex ambasciatore di Antigua e Barbuda, era stato arrestato lo scorso autunno ma si era dichiarato innocente. Il suo avvocato ha affermato che si stava preparando a sostenere il processo.

In una dichiarazione, l’attuale presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Mogens Lykketoft, ha descritto Ashe come un “laborioso e benvoluto membro del corpo diplomatico a New York e presso le Nazioni Unite”, prima di avere a che fare con le accuse non dimostrate.

La procura ha affermato che un miliardario imprenditore cinese e altri avevano versato ad Ashe, mentre era presidente dell’Onu dal settembre 2013 al settembre 2014, più di 1 milione di dollari per favorire i suoi affari. Le autorità federali Usa, lo accusarono di aver trasformato la sua posizione in un sistema per fare profitti, accettando 1,3 milioni di dollari in tangenti.

Il miliardario cinese immobiliarista, due diplomatici e un funzionario di un’organizzazione umanitaria sono stati tra gli altri coinvolti nel caso. La procura ha detto che Ashe ha ricevuto più di 500.000 dollari in tangenti dal miliardario di Macao, l’immobiliarista Ng Lap Seng, a ottenere contratti governativi da svariati milioni di dollari.

Quelle tangenti furono pagate tramite intermediari, tra cui Francis Lorenzo, un vice ambasciatore delle Nazioni Unite sospeso dalla Repubblica Dominicana, e Jeff Yin, assistente di Ng Lap Seng. Lorenzo, nello scorso marzo si è dichiarato colpevole mentre Ng e Yin sostengono la loro innocenza.

La procura ha detto che Ashe aveva anche ricevuto più di 800.000 dollari da imprenditori cinesi per sostenere i loro affari in seno alle Nazioni Unite e Antigua. I procuratori ritengono che quelle quelle tangenti arrivarono attraverso Sheri Yan, ex amministratore delegato della Fondazione Global Sustainability, e Heidi Hong Piao, direttore finanziario dell’organizzazione non governativa.

Entrambe le donne, nel mese di gennaio, hanno ammesso la loro colpevolezza. Le autorità hanno affermato che Ashe sollecitava tangenti in varie forme, compresi i pagamenti per una vacanza a New Orleans con la famiglia e la costruzione di un campo da basket da 30.000 dollari nella sua casa di Dobbs Ferry, New York, dove viveva con la moglie e i due figli.

Al momento del decesso, Ashe era stato accusato solo di frode fiscale in relazione alle tangenti, con l’interrogativo se l’immunità diplomatica potesse precludere eventuali accuse di corruzione. Ma all’udienza del 9 maggio, Daniel Richenthal, assistente del procuratore, aveva affermato che avevano intenzione di trovare un nuovo atto d’accusa nel processo contro Ashe. Ashe, lo scorso mese, era stato in trattative per un patteggiamento ma le condizioni di quei colloqui non sono del tutto chiare.

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