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Kamikaze: guida per riconoscere gli attentatori

ROMA – Come si fa a riconoscere un kamikaze? Uno psicologo specializzato nello studio dei terroristi e consulente delle autorità tedesche ha spiegato in un’intervista a Die Welt come si possano riconoscere gli attentatori. Lui è Dietmar Heubrock ed è uno studioso che da una vita fa ricerche sui comportamenti di attentatori e terroristi. Direttore dell’istituto di Brema per la psicologia legale, lo studioso rimarca come le persone, e una parte delle autorità, abbia un’idea sbagliata su chi siano i kamikaze.

Lo studioso infatti spiega:

Un attentatore infatti si riconosce attraverso il suo comportamento, non per il suo aspetto. Chi vuole realizzare un attentato terroristico tende a nascondersi, a mimetizzarsi in un determinato ambiente così da rendersi invisibili agli occhi delle forze dell’ordine e dei passanti. Un attentatore si muove con l’obiettivo di trasmettere l’impressione che lui non ci sia. Se si facesse un time lapse di un ambiente in cui è presente un kamikaze, si noterebbe come all’interno della massa le persone si muovano velocemente, mentre l’attentatore al contrario si muove lentamente e in modo adinamico.

L’idea che la maggior parte delle persone ha sui terroristi islamici è infatti sbagliata, e non riscontrata dalla realtà: chi compie attentati non ha una barba, recitando in continuazione preghiere, bensì tende a essere rasato, ben profumato e vestito in modo elegante. Un codice di abbigliamento presente anche nel Corano.

Dietmar Heubrock cita a questo proposito un suo esperimento, in cui osservava come un attentatore si comportasse in relazione ad alcuni oggetti, come le bottiglie d’acqua, rimarcano come il kamikaze l’abbia toccata per ben 34 volte, senza però mai berla davvero, solo per distrarre l’attenzione con i suoi movimenti.