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Kim Dotcom, fondatore Megaupload sarà estradato in Usa

Kim Dotcom, fondatore Megaupload sarà estradato in Usa

Kim Dotcom (foto Ansa)

WELLINGTON – La Nuova Zelanda da’ l’ok all’estradizione di Kim Dotcom negli Stati Uniti. L’imprenditore tedesco, fondatore del sito di file-sharing ‘Megaupload’, chiuso dalle autorità americane 4 anni fa per pirateria informatica, è stato accusato negli Usa di gravi violazioni del copyright e di riciclaggio e rischia decenni di carcere.

Dopo l’annuncio del giudice Nevin Dawson, che ha approvato l’estradizione, la difesa ha deciso di ricorrere alla Corte Suprema neozelandese. “Sono deluso”, ha detto Doctom, il suo vero nome è Kim Schmitz, all’uscita del tribunale. Il caso “finirà davanti alla Corte Suprema, non ci sono dubbi su questo”, sostiene Ron Mansfield, uno degli avvocati dell’imprenditore.

“La questione legale è molto più complessa”, ha aggiunto. Dotcom è accusato di aver guadagnato almeno 175 milioni di dollari attraverso il suo sito, i cui utenti potevano scaricare brani musicali, film e serie tv evadendo i diritti d’autore. Per le autorità Usa, il web ‘Megaupload’, che comprendeva anche alcuni studios di Hollywood, è costato ai titolari di ‘copyright’ danni per oltre 500 milioni di dollari. Contro Dotcom, i procuratori hanno citato alcune intercettazioni dove l’imprenditore e altri tre colleghi parlavano di se stessi definendosi ‘pirati dell’era moderna’ e del ‘male’.

Tuttavia, Dotcom sostiene che non può essere ritenuto responsabile per altri che hanno scelto di usare il suo sito a scopi illegali e che comunque il caso sarebbe dovuto essere discusso in un tribunale civile.

Il ‘re del download’ venne arrestato in Nuova Zelanda nel 2012: uscito dal carcere su cauzione, da allora ha registrato un album musicale e creato un nuovo sito di file-sharing, Mega, e si è anche presentato alle elezioni del 2014 dopo aver fondato un suo partito, senza tuttavia riscuotere molti voti. Oltre a Dotcom, che ha fondato Megaupload ed era il suo azionista di maggioranza, il giudice ha dato l’ok anche all’estradizione di tre suoi colleghi: Mathias Ortmann, Bram van der Kolk e Finn Batato. Il ministro della Giustizia della Nuova Zelanda, Amy Adams, che deve firmare gli atti per tutte le persone implicate nel caso, ha comunque detto che aspettera’ la conclusione di eventuali ricorsi prima di prendere una decisione definitiva.

Anche la sua decisione può essere soggetta a controllo giurisdizionale. Nel frattempo, a tutti e 4 gli imputati e’ stata concessa la liberta’ su cauzione in attesa degli appelli. “Questo e’ il Natale più sconcertante di sempre. Grazie per il sostegno. La battaglia continua. Godetevi le vacanze. Sono felice di essere con i miei figli. Ci sono cose più grandi del diritto d’autore”, ha twittato Dotcom.

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