Blitz quotidiano
powered by aruba

La Cina protesta per vendita armamenti Usa a Taiwan

La Cina ha convocato un diplomatico americano per protestare contro la vendita di armi Usa a Taiwan. Alcuni commentatori collegano la vendita di armamenti con la crescita della tensione nel Mar della Cina meridionale, dove Pechino ha costruito una serie di isole artificiali in acque territoriali rivendicate da altri Paesi rivieraschi tra cui Vietnam e Filippine, alleati degli Stati Uniti.

CINA, PECHINO – La Cina ha convocato un diplomatico americano per protestare contro la vendita di armi a Taiwan decisa dal governo di Washington. Il viceministro degli esteri Zheng Zeguang, secondo un comunicato del ministero, ha detto all’incaricato d’affari americano Kaye Lee che Pechino “è fermamente contraria” alla vendita, dato che Taiwan è “un territorio inalienabile” della Cina.

L’isola è di fatto indipendente dal 1949 ma Pechino la considera una provincia ribelle e minaccia un attacco militare in caso l’indipendenza venga formalmente dichiarata. La vendita di armi per 1,83 miliardi di dollari è stata annunciata dal Dipartimento di Stato, secondo il quale è “coerente col Taiwan Relations Act”, cioè la legge che regola i rapporti tra gli Usa e l’isola.

Alcuni commentatori collegano la vendita di armamenti con la crescita della tensione nel Mar della Cina meridionale, dove Pechino ha costruito una serie di isole artificiali in acque territoriali rivendicate da altri Paesi rivieraschi tra cui Vietnam e Filippine, alleati degli Stati Uniti.