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La maledizione della dea Pele alle Hawaii: il malocchio sui pezzi di lava del vulcano…

La maledizione della dea Pele alle Hawaii: il malocchio sui pezzi di lava del vulcano...

La maledizione della dea Pele alle Hawaii: il malocchio sui pezzi di lava del vulcano…

ROMA – La maledizione della dea Pele alle Hawaii: il malocchio sui pezzi di lava del vulcano… Veglia sulle isole Hawaii la dea che i nativi hanno sempre chiamato Pele. Sua dimora è il vulcano Kilauea. Creatrice e protettrice di tutte le cose da tempi immemori, nel secolo scorso vigilava anche sul progressivo e inarrestabile afflusso di visitatori che si spingevano su su fino alla bocca del vulcano per renderle omaggio, chiedere la benedizione e riportare a casa, nelle remote province di origine, un pezzo di lava quale souvenir e talismano.

Finché questo disordinato e vociante corteo negli anni ’40 del Novecento non si è trasformato in un problema di ordine pubblico per i ranger locali, le nostre guardie forestali. Che si sono attrezzati – leggenda nella leggenda? –  inventando una nuova immagine per la dea Pele per bloccare i taccheggiatori di lava, quella della dispensatrice spaventosa di orrende maledizioni. Insomma da quel momento dea e vulcano sarebbero stati associati al malocchio e alla sventura. Portano sfiga, per capirci.

Dal Canada all’Australia, dall’Asia all’Europa, i possessori dei souvenir di lava hanno iniziato a rispedire al mittente (Dea Pele c/o Kilauea Vulcano) quei sassi inceneriti, quei lapilli della sfortuna, al ritmo vertiginoso di chi senta la sfortuna alitargli sul collo: al punto che gli stessi ranger hanno dovuto riciclarsi come postini per la quantità inaudita di pezzi di lava restituiti. Un fenomeno di massa che impatta sulle poste locali, una psicosi collettiva che è finita sulle colonne del Wall Street Journal.

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