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Strage Las Vegas, Stephen Paddock aveva nel mirino un altro concerto

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Stephen Paddock

LAS VEGAS – Stephen Paddock aveva pianificato tutto nei minimi dettagli. Ne sono convinti gli investigatori statunitensi dopo aver ispezionato la stanza dell’albergo da cui il 69enne ha puntato le sue armi contro la folla riunita per un concerto country e dopo aver ricostruito gli ultimi spostamenti del pensionato.

Nell’albergo infatti l’uomo, oltre a portare diversi fucili, avrebbe posizionato anche alcune telecamere da cui poteva controllare l’eventuale arrivo della polizia, in particolare nel corridoio del piano e davanti alla porta della stanza del Mandalay Bay Resort. Lo ha riferito lo sceriffo locale Joseph Lombardo, in una conferenza stampa di aggiornamento sulle indagini

Nei giorni precedenti il killer avrebbe chiesto una stanza ad un piano alto del Mandalay Bay Hotel e con vista sul concerto ma, secondo quanto scrive la Associated Press, giovedì la suite con due stanze al 32esimo piano non era disponibile. Solo quando si è liberata vi si è trasferito, portando all’interno un arsenale di armi e proiettili. Poi ha piazzato le telecamere e ha atteso il momento per fare fuoco. Non solo, secondo gli inquirenti è probabile che l’uomo inizialmente non avesse alcuna intenzione di suicidarsi come poi è avvenuto ma contava di poter scappare visto che ha sparato 200 colpi d’arma da fuoco nel corridoio quando una guardia della sicurezza si è avvicinata alla sua stanza. Forse aveva intenzione di rifugiarsi nelle Filippine, Paese di origine della compagna.

Dagli accertamenti in effetti è emerso che l’uomo aveva trasferito di recente oltre 100mila dollari nel Paese asiatico e che era stato lui a convincere la donna a partire prima della strage per comprare una casa sul posto. A riferirlo è stata la compagna, la 62enne Marilou Danley, che è stata ascoltata dalla polizia al suo rientro per cercare di chiare il movente dietro l’assurda strage messa in atto dal pensionato.

La donna ha raccontato che Paddock le aveva comprato un biglietto per le Filippine e le aveva inviato denaro affinché acquistasse la casa. “Mi disse che aveva trovato un volo conveniente per le Filippine e che voleva facessi un viaggio a casa per vedere i miei familiari. Era gentile e tranquillo. Lo amavo e speravo per un futuro tranquillo con lui” ha sottolineato la donna.

Dalle indagini sulla strage di Las Vegas, però, sono emersi anche altri particolari inquietanti. Secondo quanto scrive Repubblica, il killer infatti in precedenza avrebbe provato a prenotare una stanza in un altro hotel della città in contemporanea con un altro festival di musica tenutosi tra il 22 e il 24 settembre. Dopo la sua morte nella sua auto inoltre gli agenti hanno ritrovato 1600 caricatori di munizioni e diversi contenitori con esplosivo usato comunemente al tiro al bersaglio per un totale di oltre 22 kg. Un vero e proprio arsenale che fa sospettare agli inquirenti che potesse avere dei complici.

Per gli investigatori infatti “è molto strano il fatto che sia stato capace di spostare da solo così tanto materiale senza assistenza e senza che nessuno se ne accorgesse”, quindi “si può dire che ad un certo momento abbia beneficiato di un aiuto esterno”.

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