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Lee Baca, ex sceriffo Los Angeles ha l’Alzheimer ma deve scontare 6 mesi in carcere

LOS ANGELES – Lee Baca, ex sceriffo della Contea di Los Angeles, è malato di Alzheimer ma dovrà comunque scontare i suoi sei mesi di prigione, pattuiti con il procuratore a febbraio. L’ex sceriffo, oggi 74enne, si è dichiarato colpevole di aver mentito agli investigatori dell’Fbi nel corso di un’inchiesta sugli abusi che i suoi sottoposti avrebbero perpetrato ai danni dei detenuti nel carcere della contea.

Dichiarandosi colpevole, Baca ha ammesso di aver mentito quando ha detto ai federali di non essere a conoscenza di un blitz intimidatorio da parte dei suoi sottoposti nei confronti dell’agente federale che stava conducendo le indagini sugli abusi in carcere. L’avrebbero braccata a casa minacciandola con l’arresto. In cambio, i pubblici ministeri hanno acconsentito a non incriminarlo per altre più gravi accuse e di chiedere una condanna a massimo sei mesi di detenzione. Il giudice, deve ancora approvare l’accordo. Ma dopo il patteggiamento è venuta alla luce la diagnosi: Baca sarebbe affetto dal morbo di Alzheimer, sebbene si trovi ancora nei primi stadi della malattia.

Il deficit cognitivo dell’imputato è “leggero”, ha sostenuto il sostituto procuratore, aggiungendo che non vi era alcuna prova che la malattia possa in qualche modo aver giocato un ruolo nel comportamento criminale dell’ex sceriffo. Il medico che ha consigliato l’ufficio del procuratore degli Stati Uniti ha inoltre detto che le condizioni di Baca non dovrebbero peggiorare in modo significativo nei prossimi mesi. Nel giustificare la richiesta di mandare Baca dietro le sbarre, ha sostenuto il procuratore, avrebbe un potente effetto deterrente sulla comunità in merito alla certezza del diritto. “Invece di far rispettare la legge, l’imputato Baca ha commesso un mentendo al governo federale. Le azioni di Baca dimostrano che credeva di essere al di sopra della legge”.

In una breve intervista al Times poche settimane fa, Baca ha detto di non poter commentare le indiscrezioni sulla sua malattia, a causa dei procedimenti giudiziari in corso. Ma ha aggiunto che era disposto ad assumersi la responsabilità delle sue azioni. L’avvocato di Baca nel frattempo ha chiesto al giudice di mostrare clemenza, chiedendo che gli fosse concessa la libertà vigilata.

Baca, veterano del suo dipartimento dal 1960 che ha servito come sceriffo per 16 anni prima di ritirarsi nel 2014, è accusato di non aver adeguatamente supervisionato un sistema carcerario in cui i prigionieri venivano regolarmente torturati e sottoposti a umiliazioni sessuali. Più di una dozzina di poliziotti nel suo dipartimento sono stati condannati per gli abusi. Il suo secondo, Paul Tanaka, condannato ad aprile, rischia cinque anni di prigione.