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Libia, “sappiamo che paghiamo i riscatti”: gelo Copasir

ROMA – Libia, “sappiamo che il governo paga i riscatti”: gelo in diretta tv tra il presidente del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), Giacomo Stucchi, e l’inviato del Sole 24 Ore Alberto Negri, grande esperto di Medio Oriente e di politica estera.

Commentando a SkyTg24 la liberazione di Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, due dei quattro dipendenti della Bonatti rapiti in Libia il 19 luglio del 2015, la discussione è finita sulla possibilità che l’Italia abbia pagato un riscatto.

Davanti a quell’ipotesi Stucchi, Lega Nord, ha ribadito la linea ufficiale del governo: “Perché parlare di riscatto? Direi piuttosto contropartite, che non sono solo in denaro”.

A quel punto, però, Negri ha ribadito quanto già sostenuto in precedenza anche per altri casi di rapimenti di italiani all’estero:

“Beh, sappiamo che per Greta e Vanessa (le dure volontarie rapite in Siria e liberate nel gennaio 2015, ndr) abbiamo pagato un riscatto”.

Al che Stucchi ha ribattuto riprendendo sempre la linea sostenuta da Roma:

“A me non risulta, e le mie fonti sono certe. Lei è sicuro?”.

E Negri senza esitazioni:

“Sì. Sappiamo per certo di valigette con sei milioni di euro consegnate da diplomatici italiani attraverso la Turchia“.

A quel punto Stucchi, dopo qualche secondo di silenzio, non ha potuto che dire: “Se ne è sicuro…”.


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