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Mahatma Gandhi, i due gemelli pronipoti diventano miliardari grazie alle moto

Mahatma Gandhi (foto Ansa)

Mahatma Gandhi (foto Ansa)

NEW DELHI – Anurang e Tarang Jain, i due gemelli indiani pronipoti del “quinto figlio” del Mahatma Gandhi sono diventati miliardari “cavalcando” il business di motociclette dello zio Rahul Bajaj.

Il valore netto di Anurang Jain ha raggiunto 1,1 miliardi di dollari, secondo la classifica Bloomberg dei miliardari, dopo che la società Endurance Technologies Ltd. ha registrato un calo del 74% rispetto all’offerta pubblica iniziale di ottobre. Il fratello, Tarang, ha una fortuna di 1,1 miliardi di dollari basata sulla valutazione del Varroc Group, che produce anche anche componenti per motocicli e automobili.
Rahul Bajaj, 78, da adolescente realizzò che ciò che aveva motivato la famiglia non era più la politica della non violenza di Gandhi ma la ricerca del successo.

Da allora, Bajaj si è trasformato nel re dell’industria indiana degli scooter e ha accumulato un patrimonio personale valutato in circa 4,2 miliardi di dollari, al 433° posto nella classifica Bloomberg delle 500 persone più ricche del mondo.

La stirpe delle famiglie risale a Jamnalal Bajaj, un combattente per la libertà, da Gandhi considerato il suo quinto figlio. Jamnalal, che ha creato il gruppo di Bajaj nel 1926, convinse Gandhi a realizzare un ashram nel suo Stato natìo, Maharashtra, nel 1932 e la famiglia è vissuta lì fino all’assassinio del leader indù nel 1948.

Nel 1947 la famiglia di Bajaj si trasferì a Mumbai, capitale del Maharashtra, nel periodo dell’indipendenza indiana dopo anni trascorsi dentro e fuori le prigioni britanniche. Nel 1942, il padre di Rahul prese il controllo del business di famiglia e  fondò quella che tre anni dopo sarebbe diventata Bajaj Auto che includeva la produzione di cemento, elettrodomestici e scooter.

E furono proprio gli scooter a creare la fortuna della famiglia. Negli anni ’70 e ’80 l’azienda diventò il marchio top degli scooter indiani espandendosi anche in Colombia, Sri Lanka e Nigeria.

Le due ruote diventarono un oggetto di lusso, soprattutto nell’India settentrionale, dove “non ci si poteva sposare in una famiglia di ceto medio, a meno che la famiglia della ragazza non fosse pronta a portare in dote uno scooter Bajaj”, ha detto Rahul Bajaj a Harvard. Le famiglie ne ordinavano uno anche quando nasceva un bambino o lo acquistavano al mercato nero.

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