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Orrore Malawi, strage di bimbi albini: smembrati e usati per pozioni magiche

Orrore Malawi, strage di bimbi albini: smembrati e usati per pozioni magiche1
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LONDRA – In Malawi è sempre caccia aperta ai bambini e adolescenti albini: gli stregoni reclutano “killer” affinché vengano mutilati e poi uccisi e gli organi utilizzati per costosi “medicinali”. Sotto il cocente sole dell’Africa orientale, Chikumbutzo Massina guarda il terreno dove una volta il fratello raccoglieva pomodori, le piante sono ormai appassite, bruciate. “Questo è il punto in cui ho visto le tracce di sangue di Fletcher, è qui la collina dove ho trovato i resti del suo corpo mutilato”, afferma con voce priva di emozione.

Il ragazzo racconta di aver trovato poco più del torso del fratello: arti inferiori e superiori mozzati con il machete, i genitali tagliati, i denti strappati, tolto il cervello, il fegato, cuore, polmoni e reni. Per Chikumbutzo, il brutale omicidio di Fletcher è a mala pena ancora recepito ma dall’espressione stordita si capisce che da tempo sapeva che il fratello albino, prima o poi sarebbe stato ucciso.

In Malawi, dove lo sterminio degli albini è più diffuso che in qualsiasi altra parte del mondo, gli stregoni reclutano “killer” per mutilarli e poi ucciderli. Tutti credono nella magia e pensano che gli albini abbiano “proprietà curative e magiche”, possano accrescere ricchezza e influenza e infatti le aggressioni, aumentano in vista delle elezioni nelle zone rurali. In un nuovo documentario d’inchiesta della BBC2, un medico inglese anch’egli albino, ha scoperto la reale portata della barba pratica e puntato i riflettori sullo scioccante commercio del corpo degli albini.

Oscar Duke, 30 anni, medico di base a Londra, ha cercato di capire perché ancora sussiste questo tipo di crimine e chi ne è responsabile. Si è recato in Tanzania, dove i bambini e giovani albini vivono in condizioni squallide e protetti da guardie armate. In un Paese dove più della metà della popolazione crede nella stregoneria, le pozioni vengono acquistate come amuleti per avere ricchezza e fama.

Una sola pozione, fatta utilizzando organi e membra di albini, può essere venduta anche a 20 milioni di scellini, ossia a 8.200 euro; parliamo di un paese povero, in cui un contadino può ritenersi fortunato a guadagnare 200.000 scellini, ossia 85 euro all’anno, ed è diffusa la denutrizione. In Malawi, dove sono stati aggrediti più di 70 albini, rapiti o uccisi negli ultimi due anni, la situazione è ancora più pericolosa, al punto che un esperto delle Nazioni Unite ha avvertito che il futuro la razza albina, in Africa orientale, potrebbe estinguersi.

Il sacrificio degli albini in Malawi è stato esportato dalla vicina Tanzania, che nel mondo ha uno dei più alti tassi di albinismo e in cui, dal 2006 gli enti di beneficienza, hanno registrato 170 aggressioni, di cui 70 fatali. Percorrendo la Tanzania e il Malawi, Duke ha incontrato dei bambini con arti mutilati e le famiglie di albini uccisi, e nel carcere del Malawi ha avuto un colloquio con l’uomo che ammette l’omidicio di Fletcher Massina, eseguito per denaro.

L’albinismo è un’anomalia congenita con totale o parziale assenza della pigmentazione melaninica e sotto il cocente sole africano, gli albini possono contrarre il cancro alla pelle, una delle principali cause della morte, ed è talmente diffuso che solo il 2% dei tanzaniani albini sopravvivono ai 40 anni. I pregiudizi incontrati in occidente da Duke, quando era bambino, sono insignificanti rispetto a quelli africani dove essere albini è una condanna a morte.

Malloy, killer di Fletcher, racconta esisante come lui e altri sicari, abbiano prima mutilato e poi ucciso il ragazzo. “Ci hanno dato precise istruzioni su quali parti prendere del corpo, il resto non interessava”, pur ammettendo di aver sbagliato, sostiene di credere nella stregoneria e di non aver ricevuto il corrispettivo di 50 euro come pattuito. In Tanzania, in una scuola Muanza City, dove i crimini sono altissimi, Duke ha incontrato Festo, 15 anni, aggredito a sette anni. Il chirurgo ha riattaccato uno degli alluci alla mano, così che possa tenere una penna o prendere gli oggetti. La sua insegnante Molly, racconta il terribile episodio: un gruppo di uomini ha aggredito Festo con un machete, mozzato un braccio, le dita della mano e tolto i denti che gli stregoni ritengono particolamente preziosi. Nonostante le orribili ferite, è rimasto 4 mesi in ospedale, Festo ha avuto un buon recupero; mentre mostra i suoi disegni a Molly, spiega che a scuola è uno dei migliori artisti, un talento che ora ha difficoltà a sviluppare.

Duke ha poi deciso di visitare uno dei “protettorati” della Tanzania, in cui i giovani albini vivono in condizioni squallide, dietro una recinzione di filo spinato, “è come visitare una prigione”, dice la guida. All’interno ci sono bambini e adolescenti che dormono in stanze a tre letti; non c’è spazio per fare esercizio “ma almeno sono al sicuro”, afferma il medico. Al protettorato, Duke ha parlato con Charles e Kulwa, genitori di due albini: è una delle poche coppie che fanno visita ai figli anche se il viaggio costa loro più di tre euro e spesso devono scegliere tra vedere i ragazzi o mangiare. Molti genitori si vergognano dei loro figli albini, a causa del marchio a loro legato, e li abbandonano.

Una donna ha riferito a Duke che, secondo un’antica credenza, gli albini quando muoiono, “scompaiono” e, con il senno di poi, ci si può chiedere se gli organi non siano stati sottratti da chissà quante generazioni. Seppure con lentezza, le autorità in Africa orientale hanno operato un giro di vite ai brutali crimini e ci sono altri segnali che nelle zone rurali lasciano ben sperare: Standing Voice, un ente di beneficienza del Regno Unito, in Tanzania provvede alle cliniche per curare l’epidermide; offrono consulenze gratuite e utilizzano la crio-terapia per bloccare eventuali crescite sospette di natura cancerogena.

“Sto lasciando l’Africa con una prospettiva diversa” ha concluso Duke nel suo documentario, aggiungendo che “dopo l’orrore a cui ha assistito, la clinica dà un piccolo assaggio di possibili cambiamenti”.

 

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