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Mali, attacco con razzi e armi a base Onu e hotel: ostaggi

Ancora un attacco nel cuore dell'Africa: uomini armati hanno attaccato una base dell'Onu a Timbuctu, in Mali, e l'hotel Palmeraie

TIMBUCTU –  Ancora un attacco nel cuore dell’Africa: uomini armati hanno attaccato una base dell’Onu a Timbuctu, in Mali, e l’el Palmeraie. Lo riferiscono fonti locali citate dalla francese Itele.

La base delle forze della missione Onu (Minusma) a Timbuktu, in Mali è stata attaccata simultaneamente con razzi e armi automatiche alla periferia di Tumbuctu, nel nord del Mali. Nel mirino degli aggressori anche un checkpoint dell’esercito e la residenza del governatore. Le informazioni sono al momento confuse, ma secondo alcuni media ci sarebbero delle persone in ostaggio. Razzi sono stati lanciati contro il posto di controllo di Kembara e la base Onu, che ospita caschi blu nigeriani. La regione nord-occidentale del Mali, a nord del fiume Niger, è una roccaforte di diversi gruppi jihadisti locali o legati ad Al Qaeda nel Maghreb islamico.

A novembre jihadisti avevano provocato 27 morti attaccando l’Hotel Radisson Blue di Bamako, capitale del Mali. Un attacco molto simile negli obiettivi e nelle modalità era stato sferrato il 15 gennaio scorso nel vicino Burkina Faso.

Il 20 novembre scorso l’obiettivo dei terroristi era stato l’el Radisson Blue della capitale maliana, Bamako. Uomini armati avevano preso in ostaggio 170 persone, 140 clienti e di 30 dipendenti dell’albergo. E come già accaduto in passato, in quell’occasione avevano rilasciato solo chi conosceva a memoria passi del Corano. Un attacco con armi da fuoco e granate. Dopo circa un paio d’ore avevano fatto irruzione le forze speciali Usa e francesi, che hanno così salvato gli ostaggi poco a poco: il bilancio finale fu disastroso, 27 morti.

Il commando era composto da 13 persone, tutte uccise. L’albergo in questione, come anche il Palmaraie sotto attacco oggi, è frequentato da diplomatici e uomini d’affari occidentali e potrebbe essere stato preso di mira perché tra i clienti ci sono molti francesi.

Il 15 gennaio invece il terrorismo ha fatto 23 morti a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Due autobomba sono esplose davanti a un el, lo Splendid,  frequentato da occidentali e personale Onu. Colpi anche nel caffè adiacente, Cappuccino. I morti sono stati 23, i feriti 33, gli ostaggi liberati alla fine dell’assedio da parte delle forze speciali del Burkina Faso e francesi sono stati 130. Tra le vittime anche un bambino italiano, figlio dell’imprenditore proprietario del caffè Cappuccino.

L’el Splendid si trova vicino all’aeroporto internazionale e viene utilizzato talvolta dalle truppe francesi impegnate nella Operazione Barkhane, forza con base in Ciad allestita per combattere contro i militanti islamisti nella vasta regione del Sahel.